<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038</id><updated>2012-02-17T05:38:26.920+01:00</updated><category term='Oulipo et similia'/><category term='Traduzioni di parafrasi'/><category term='Letteratura'/><category term='Recensioni'/><category term='Indignazioni'/><category term='Astinenze'/><category term='Diario'/><category term='Scorie grammaticali'/><category term='Memoria'/><title type='text'>Il porchettaro di Notre Dame</title><subtitle type='html'>Tic tac, che vita di menta.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>34</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2022861258707124778</id><published>2010-11-24T16:42:00.001+01:00</published><updated>2010-11-24T16:42:55.733+01:00</updated><title type='text'>Una pagina dell'album</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;Apro l'album, le figurine arrivate da poco, con la zia che entra in casa veloce in una scia di vento freddo. Apro e incollo, piccolo pennello e coccoina, con cura. Il bicchiere di vino è sul tavolo, la nonna cuce orli, il nonno guarda nel Brionvega in bianco e nero, la zia gira e gira e ogni tanto parla. Spalmo coccoina, le dita impiastricciate, le annuso, annuso il barattolo, sarebbe da provare a leccarla quella roba lì, sa di buono, come la benzina e le pagine dei libri nuovi. Incollo il portiere Piloni, che mi manca, la figurina esce un poco dai margini previsti, imprecisa, ma ormai non si stacca più, il bicchiere sul tavolo è vuoto, la nonna cuce orli, il nonno passa in cucina, la zia mi guarda e va in bagno. Faccio il conto dei doppioni, che sono oro: 25, e due molto rari, Galbiati e Cera, ma mi manca Marconcini per finire il Perugia. Magari con altre cinque buste di figurine lo trovo, ma le devo prendere alla tabaccheria di via Lorenzini, lo devo dire alla zia, che lì si trovano le figurine più rare. Il nonno è sulla poltrona, nel Brionvega c'è Delia Scala, la conosco, piace a tutti in casa, mia nonna riempe d'acqua una pentola, la zia porta fuori il cane, sul tavolo è pieno il bicchiere di vino. Non chiudo l'album, che poi si incollano la pagine, bisogna sempre aspettare un po'. Intanto vado in terrazza, a vedere la zia con il cane, di sotto, li saluto e lui abbaia, lei fa un gesto con la mano. Torno a vedere se la colla è asciutta, non ancora, mio nonno è in bagno, la nonna fa friggere qualcosa, il bicchiere è vuoto sul tavolo, nel Brionvega ora c'è quello bravo che fa le imitazioni. Sento risalire per le scale la zia e il cane, la porta si apre, la chiave è sempre fuori, il cane mi salta addosso, quando rientra fa ogni volta così, anche se è stato fuori pochi minuti. La maestra dice che ai cani sembra sempre di più. Ora sono tutti tre di là, nonna zia e nonno, io sono in poltrona, sento le voci alzarsi in cucina, alzo il volume, la colla non è ancora asciutta. Poi mio nonno torna di qua, i passi veloci, mi alzo dalla poltrona, è sua, appoggia un po' di fretta il bicchiere pieno sul tavolo, il vino ne esce e bagna un po' l'album, lo guardo e mi guarda. Si mette sulla poltrona, io vado da nonna, cuce orli e guarda in basso, la zia mi saluta ed esce, il cane la guarda dalla terrazza. Ed ora la colla è asciutta, il vino pure, e chiudo la pagina dell'album.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2022861258707124778?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2022861258707124778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2022861258707124778' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2022861258707124778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2022861258707124778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2010/11/una-pagina-dellalbum.html' title='Una pagina dell&apos;album'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-8229713477352110567</id><published>2010-03-03T23:34:00.007+01:00</published><updated>2010-03-04T01:30:33.692+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indignazioni'/><title type='text'>Per 5 anni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;E alla fine ci è voluto il presidente della Corte Costituzionale a pronunciare le parole decisive e a ridare armi dialettiche al PD. Soprattutto negli ultimi due anni, dopo la vittoria alle scorse politiche, il PDL aveva sempre più utilizzato il consenso popolare, il voto, il momento elettorale come ariete contro tutte le possibili obiezioni. A fronte di tutte le critiche in materia di giustizia (leggi ad personam), in materia di libertà d'informazione, durante tutti gli scandali degli ultimi mesi, negli stessi agoni televisivi contro gli avversari, gli scherani del Popolo della Libertà, come ultimo e decisivo argomento, hanno sempre utilizzato questo: Berlusconi è in conflitto d'interesse? Si fa le leggi su misura per sfuggire ai Giudici? Strangola la libertà di stampa e non risponde alle domande? Oscura trasmissioni indesiderate durante la campagna elettorale? Minaccia, offende e delegittima tutti i giorni le istituzioni più alte della Repubblica, dal Capo dello stato alla Corte Costituzionale alla Magistratura? Ebbene, non lo fa. Ma se anche lo facesse, è stato votato da milioni di italiani, mentre nessuno di coloro che lo contrastano può dire la stessa cosa. Né la Magistratura, né i giornalisti, né la Corte Costituzionale, in effetti neanche il Capo dello stato, sono stati eletti da nessuno. Al massimo nominati, e ovviamente non dal Popolo. Quindi tutti zitti, ciò che Lui fa, lo può fare. L'hanno eletto, eccheccazzo. Mi direte che gli unici a contrastarlo e ad essere stati eletti sono in effetti i membri dell'opposizione. Giusto. Ma anche per loro, questo macroinsieme fatto di Comunisti, c'è la stessa logica inoppugnabile che li impala alla verità: siete stati eletti, ma avete perso le elezioni, quindi potete di certo parlare ma, per definizione, avete torto. Dite cazzate. Avete perso, eccheccazzo. Ricordo proprio un'obiezione del genere, fatta a Ballarò, non ricordo da quale degli scherani di turno, se Lupi, Bondi, Cicchitto o La Russa (questa, più o meno, la squadra PDL che scende in campo per Ballarò; da Santoro mandano Ghedini, Porro e Belpietro. Ogni tanto anche Lupi che, essendo il più bravo, può fare il pieno nei due contenitori). L'obiezione fu fatta mi pare addirittura ad Anna Finocchiaro, alla quale di certo non mancano gli argomenti di politica istituzionale per difendersi: al termine di una disquisizione sui temi di cui sopra, le fu ricordato gentilmente che ella e tutti i suoi parenti avevano perso le elezioni, e quindi stava dicendo cazzate. E il ragionamento era utilizzato anche secondo la logica inversa: dato che quando parli non hai ragione, ovviamente perdi le elezioni. Eccheccazzo, hai perso o no? Sì? Ok., allora zitto, su. Insomma, il voto popolare, il Popolo, gli elettori, nell'unico modo attraverso il quale si esprime la Democrazia, appunto nell'urna, hanno deciso una volta per tutte chi avrà ragione per i prossimi 5 anni e chi, sempre per i prossimi 5 anni, potrà fare quello che vuole, in quanto tutti i suoi eventuali oppositori saranno dei semplici non eletti, al massimo dei nominati, privi di investitura popolare. E gli oppositori eletti, i perdenti, avranno torto per definizione. Per 5 anni. E ricordo che fui stupito nel vedere Anna Finocchiaro tutto sommato zittita, quasi convinta che se aveva perso le elezioni un qualche motivo ci doveva pur essere, e forse poteva essere davvero che lei diceva cazzate, aveva torto, e quindi era ovvio che avesse perso. E avendo perso, aveva anche perso il diritto ad avere ragione. Per 5 anni. Questa più o meno la logica. Il Popolo sopra tutto, chi viene votato può parlare, chi vince ha ragione. Per 5 anni.&lt;br /&gt;Ci è voluto, dicevo, il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, che il 25 febbraio, nel tradizionale incontro di inizio anno con la stampa, tra le tante cose deliziose in materia di politica costituzionale (andatevi a rileggere la sua relazione, non la incollo qui per pigrizia), ha pronunciato anche le parole decisive, magiche, che nessun membro dell'opposizione, negli anni passati e in particolare negli ultimi due, aveva mai saputo trovare. Ha, molto semplicemente, ricordato l'articolo 1 della nostra Costituzione: "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: times new roman;font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;". Finalmente. Le parole magiche, che infatti il segretario PD Bersani va ripetendo in congressi, incontri e dichiarazioni alla stampa da almeno 3/4 giorni. Il popolo esercità la sovranità, ma nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione. Non come e quando cazzo glie pare, insomma. Questo vuol dire. E vuol anche dire che se ti hanno votato, non per forza hai ragione. E di certo non puoi fare quello che ti pare. E che anche quelli che hanno perso possono avere ragione. E se un magistrato ti accusa, o un giornalista ti fa una domanda, non puoi zittirlo per il semplice fatto che nessuno lo ha eletto. Ecco, allora, ripetiamolo come un Mantra, d'ora in poi, una laica preghiera da recitare in tutti i talk show, di fronte ad ogni scherano: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: times new roman;font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;nelle forme e nei limiti della Costituzione, nelle forme e nei limiti della Costituzione, nelle forme e nei limiti della Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;David&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-8229713477352110567?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/8229713477352110567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=8229713477352110567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8229713477352110567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8229713477352110567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2010/03/e-alla-fine-ci-e-voluto-il-presidente.html' title='Per 5 anni'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-7486692599805896484</id><published>2009-11-03T20:24:00.009+01:00</published><updated>2009-11-03T20:58:04.944+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indignazioni'/><title type='text'>Per Dio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Lo ammetto, sto diventando intollerante. Ma a 360° gradi. Per esempio, quest'ultima questione del crocefisso, e della sentenza della Corte Europea che li vieta. Che palle. Ma che palle tutti quanti. La questione ogni tanto torna alla ribalta, mercè l'indignato o l'offesa di turno che fanno causa e la vincono o la perdono. Perchè in entrambi i casi, da qualsiasi punto di vista la si voglia vedere, a me la questione annoia e irrita. Insomma, sono un maledetto laico e vedrei volentieri una ricontrattazione del Concordato che prevedesse l'abolizione dell'ora di religione o la sua trasformazione in altro (Storia delle religioni, tenuta da laureati in Filosofia, per esempio, visto che sono pagati comunque dallo Stato), l'abolizione di qualsiasi simbolo religioso in qualunque spazio pubblico, l'abolizione dell'8 per mille, l'introduzione dell'ICI per gli stabili di proprietà della Chiesa, se proprio vogliamo esagerare anche l'esportazione della democrazia in quella monarchia assoluta che è Città del Vaticano. Ma, per Dio, niente mi annoia più delle finte battaglie di avanguardia. Vediamola per un attimo dalla parte degli alunni, e la faccio breve. Agli alunni non frega un benemerito uccello di eventuali crocefissi appiccati qui o lì. Neanche lo vedono. Neanche gli integralisti, di qualsiasi parte, quelli che si alzano la mattina pregando, che sia una campana o un muezzin. Non gliene frega niente dei simboli religiosi, non si sentono offesi proprio da niente a quell'età, anzi, se proprio devo dirla tutta, sono talmente impegnati a giocare con palline di carta, a dare calci alle caviglie dei compagni, a sbattersi per terra, a sbattere per terra il loro prossimo, che dubito addirittura si accorgano che esistono pareti alte più di mezzo metro, e che in alto su di esse possano essere appesi ammenicoli di vario tipo. Neanche ci guardano, ve lo giuro. Poi arriva il prof. che affigge un crocefisso che non c'era, o toglie quello che c'era, ed ecco che il nulla diventa notizia: un prof. ha messo/ha tolto la Croce. E la cosa, riportata a casa, diventa scandalo. E sentenza. Cerchiamo di renderci conto che tutto questo dibattito è solo cosa nostra, di noi adulti, che ci rivestiamo dei diritti dei più piccoli, ce ne facciamo disinteressati esegèti, e decidiamo che per non offendere, oppure per educare, sia necessario mettere o togliere il Simbolo. Mi è andato talmente a noia che voterei in favore di una legge pilatesca che dicesse: FERMI TUTTI, NON SI METTA DOVE NON C'E' E NON SI TOLGA DA DOVE C'E'. Cioè, in altri termini, non ci tediate ulteriormente. Fate come cazzo vi pare, ma non prendiamo le battaglie di civiltà dal verso sbagliato. Quello che si dovrebbe chiedere è di rileggere e modificare il Concordato, non abbiamo bisogno di questi simulacri di impegno civile. Alè, la dico tutta, tanto per essere politicamente scorretto: ma vi pare che io, che non riconosco sacralità al matrimonio tra etero, che vedrei con favore una sua abolizione in favore di forme più credibili e snelle di condivisione e progettualità, debba scendere in piazza a versare sangue per difendere il diritto al matrimonio tra omosessuali?&lt;br /&gt;Aiutatemi, sono confuso :-))&lt;br /&gt;David&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-7486692599805896484?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/7486692599805896484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=7486692599805896484' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7486692599805896484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7486692599805896484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/11/per-dio.html' title='Per Dio'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-8318656699695315963</id><published>2009-08-27T14:17:00.003+02:00</published><updated>2009-08-27T14:35:31.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>...il loro cielo grigio, non appena cessa di ridervi l'amore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;[...] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Era il mondo di Tibullo e di Properzio: malinconia, ardori un po' manierati, ma che stordivano come una melodia frigia, baci furtivi sulle scale, sciarpe fluttuanti sui seni, commiati all'alba, e serti di fiori lasciati sulle soglie.&lt;br /&gt;Di quelle donne ignoravo quasi tutto: la parte che mi donavano della loro esistenza stava tra due porte socchiuse; l'amore, di cui parlavano continuamente, a volte mi sembrava fatuo come una delle loro ghirlande, un gioiello alla moda, un accessorio costoso e fragile; e sospettavo che si dessero la passione insieme al rossetto. La mia vita non era meno misteriosa per loro, e non desideravano affatto conoscerla, preferivano sognarla a modo loro. Finivo per comprendere che lo spirito del gioco esigeva quei travestimenti incessanti, quegli eccessi nelle confessioni e nei rimproveri, quel piacere a volte ostentato e a volte dissimulato, quegli incontri studiati come figure di danza. Persino nei bisticci, si attendeva da me una risposta già prevista, e la bella in lacrime si torceva le mani come sulla scena [...].&lt;br /&gt;Doveva pur esserci qualche altra cosa: nascosto dietro una tenda, come il personaggio d'una commedia, in attesa del momento propizio, spiavo con curiosità i rumori d'una casa sconosciuta, il suono particolare d'un cicalare di donne, lo scoppio d'una collera o d'una risata, i mormorii di un'intimità, tutto quello che cessava quando si sapeva che ero là. I bambini, il pensiero incessante dei vestiti, le angustie economiche, certo in mia assenza assumevano di nuovo un'importanza che mi si teneva nascosta; il marito stesso, beffato, diventava essenziale, fors'anche amato. Confrontavo il volto delle mie amanti al viso arcigno delle donne di casa mia, le econome e le ambiziose, occupate senza posa a verificare i conti della spesa e a sorvegliare che si avesse cura dei busti degli antenati; mi chiedevo se quelle gelide matrone non si offrivano anch'esse a un amante, sotto la pergola del giardino, o se le mie facili bellezze non aspettavano che l'atto di congedarmi per ripiombare in una disputa con l'amministratore. Cercavo alla meglio di far legare insieme questi due volti del mondo femminile [...].&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;(Memorie di Adriano, M. Yourcenar)&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-8318656699695315963?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/8318656699695315963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=8318656699695315963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8318656699695315963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8318656699695315963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/08/il-loro-cielo-grigio-non-appena-cessa.html' title='...il loro cielo grigio, non appena cessa di ridervi l&apos;amore'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-3317167313344408538</id><published>2009-08-27T13:57:00.003+02:00</published><updated>2009-08-27T14:15:02.942+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>I Poeti, che brutte creature (ogni volta che parlano è una truffa)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;[...] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La parola scritta m'ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press'a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m'hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l'andar del tempo, la vita m'ha chiarito i libri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma questi mentono, anche i più sinceri. I meno abili, in mancanza di parole e di frasi nelle quali racchiuderla, colgono, della vita, un'immagine povera e piatta; altri, come Lucano, l'appesantiscono, l'ammantano di una dignità che non possiede. Altri ancora, al contrario, come Petronio, l'alleggeriscono, ne fanno una palla vuota e saltellante, che è facile prendere e lanciare in un universo senza peso. I poeti ci trasportano in un mondo più vasto, o più bello, più ardente o più dolce di quello che ci è dato; per ciò appunto, diverso, e, in pratica, pressoché inabitabile. I filosofi sottopongono la realtà, per poterla studiare allo stato puro, press'a poco alle stesse trasformazioni che subiscono i corpi sotto l'azione del fuoco o del macero: di un essere o di un avvenimento, quali li abbiamo conosciuti noi, pare non sussista nulla in quei cristalli o in quella cenere. Gli storici ci propongono una visione sistematica del passato, troppo completa, una serie di cause ed effetti troppo esatta e nitida per aver mai potuto essere vera del tutto; rimodellano questa docile materia inanimata, ma io so che anche  a Plutarco sfuggirà sempre Alessandro. I narratori, gli autori di favole milesie altro non fanno che appendere in mostra sul banco, a guisa di macellai, piccoli pezzi di carne graditi alle mosche. Mi troverei molto male in un mondo senza libri, ma non è lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero &lt;/span&gt;[...].&lt;br /&gt;(Memorie di Adriano, M. Yourcenar)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-3317167313344408538?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/3317167313344408538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=3317167313344408538' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/3317167313344408538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/3317167313344408538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/08/i-poeti-che-brutte-creature-ogni-volta.html' title='I Poeti, che brutte creature (ogni volta che parlano è una truffa)'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-5644431321686126872</id><published>2009-07-24T13:38:00.002+02:00</published><updated>2009-07-24T13:41:45.122+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>I Barbari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=6205&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione="&gt;http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=6205&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione=&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'accordo, prof. Ricolfi. L'analisi non fa una piega: il '68 e le "pedagogie democratiche" hanno trasformato la scuola di qualità in una scuola di massa che certifica ignoranza, e che permette a chi ha una solida famiglia alle spalle di andare avanti, mentre chi si affida all'istruzione per garantirsi la promozione sociale viene sconfitto. Più o meno così, regge in effetti. E d'altronde è un'analisi che abbiamo letto e riletto varie volte, in tante salse negli ultimi anni (appunto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Segmenti e bastoncini&lt;/span&gt; di Lucio Russo, ma anche Asor Rosa, Giulio Ferroni e tanti altri) E non per questo è meno giusta. Ma manca sempre qualcosa, e l'ingenua chiusura positivista del suo articolo lo dimostra: basterebbe, pare, ricominciare ad insegnare meglio (cosa?), di più (quanto?), cambiare qualcuno degli elementi interni alla fragile equazione "scuola", per invertire la tendenza. Di certo una scuola più seria, con insegnanti più preparati, meglio selezionati e anche retribuiti e programmi scolastici rinnovati è una terapia facilmente condivisibile. Ma siamo così sicuri di aver capito fino in fondo il male, se di male si tratta? Quello che non si è del tutto compreso è che probabilmente i buoi sono già scappati,  e i Barbari, come li chiama Baricco, sono tra di noi. Ciò che davvero è cambiato è il cervello delle nuove generazioni, il meccanismo profondo che conduce le informazioni da un neurone all'altro, attraverso sinapsi assai diverse nel loro funzionamento da quelle che caratterizzavano i nostri pachidermici ma profondi cervelli da Guerra fredda. Il cervello dei giovani non è più lo stesso, inutile e fuori luogo chiedersi se sia meglio o peggio. Io insegno, sono pieno di ragazzini che "vanno male", ma nessuno di loro è "stupido". Scolasticamente stupidi, questo sì, spesso. Segno che la scuola non li intercetta più, e questo, da qualunque parte lo si guardi, è di certo un male. Danno il peggio di sé stessi alla scuola, e anche questo è un altro segnale preoccupante. Ma non illudiamoci che con qualche ora in più qui, qualche cervellone in cattedra, e qualche rinnovata metodologia didattica si possa risolvere qualcosa. O ci confrontiamo con i Barbari nel tentativo di comprederne i meccanismi profondi, o se continuiamo a dirci tutti i giorni che non ci sono più i maestri e le scuole di un tempo, finiamo nei fatti con il "descolarizzare la società" (teoria sottovalutata di Luciano Canfora, anni '70!!!). E poi gli insegnanti insegneranno male, ma perchè, i giornalisti scrivono bene?!! :-)))&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-5644431321686126872?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/5644431321686126872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=5644431321686126872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/5644431321686126872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/5644431321686126872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/07/i-barbari.html' title='I Barbari'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-5971398241998023461</id><published>2009-07-22T15:23:00.004+02:00</published><updated>2009-07-22T15:56:24.569+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indignazioni'/><title type='text'>In-su-pe-ra-bi-le</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ecco spiegato il motivo per cui il nostro Silvio nazionale è favorevole all'allargamento del punto G. Sì, insomma, da G8 a G14 (con India, Sud Africa, Messico etc. etc.) per poi passare a G16. Se proprio dovessi scegliere una tra le tante intercettazione pubblicate in audio da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Espresso, &lt;/span&gt;sceglierei non tanto quella dove la D'Addario rimprovera dolcemente Silvio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;averle fatto un male pazzesco all'inizio&lt;/span&gt; (e&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rano otto mesi che non lo facevo, da quando ho lasciato il mio ragazzo&lt;/span&gt;, ipse dixit) e neanche quella dove Tarantini comunica a Patrizia, sulla soglia di Palazzo Grazioli, che con lui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;niente preservativo&lt;/span&gt; (sarà contenta la Chiesa, almeno), rassicurandola pure con un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma lo sai quante analisi si fa lui&lt;/span&gt;? E nemmeno l'intercettazione in cui Patrizia D'Addario comunica al suo tutor Tarantini, la mattina dell'elezione di Obama, che Silvio le ha chiesto di poterla rivedere ancora, insieme ad una di Lui amica, perchè vorrebbe "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;fargliela leccare&lt;/span&gt;" (non si capisce chi a chi e soprattutto cosa, immagino sia questa la posizione della difesa Ghedini).&lt;br /&gt;No, queste non sono nulla in confronto alla LEZIONE DI ECONOMIA (così titola alla grande L'Espresso) che Silvio Nostro tiene di fronte ad una platea selezionata di escort, vice-escort, aspiranti-escort e Tarantini, sempre a Palazzo Grazioli. In tale occasione Lui apre la lezione sottolineando come si accinga a presiedere l'organismo che governa l'e-co-no-mi-a-del-mon-do (la pronuncia è lenta, scandita), affermazione alla quale segue un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ohhhhhhhhhh&lt;/span&gt;" di una tra le escort presenti. Figuratevi la scena, insomma. E sottolinea, durante la lezione, che Lui ha già presieduto il G8 nel 1994 e nel 2002, cosa mai riuscita a nessuno finora. E che con l'edizione 2009, la sua terza volta, diventa a tutti gli effetti IN-SU-PE-RA-BI-LE. Per spiegare agli astanti in cosa consista la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mirabilia&lt;/span&gt;, il dogma dell'Insuperabilità, si mette anche a far di conto: sì, insomma, lo si presiede un anno a testa, essendo in 8 a rotazione, e a lui è già toccato due volte, ma se poi si allarga a 14, e poi a 16, e lui è già arrivato alla terza presidenza, non ci sarà più tempo per nessuno per raggiungerlo, perchè dovranno passare almeno 16 anni e quindi, insomma...........:-))&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-5971398241998023461?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/5971398241998023461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=5971398241998023461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/5971398241998023461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/5971398241998023461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/07/in-su-pe-ra-bi-le.html' title='In-su-pe-ra-bi-le'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-4143394173688046408</id><published>2009-07-08T21:10:00.005+02:00</published><updated>2009-07-08T22:23:17.488+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>L'aggravamento omeopatico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Dall'omeopatà la visita è diversa. Le domande su eventuali sintomi, dolori, carenze o eccessi sono deboli, fragili, inconsistenti. Non interessa il sintomo, infatti. Ma la persona. Per questo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ho improvvisi giramenti di testa ogni volta che mi alzo dalla poltrona dopo aver visto il TG1&lt;/span&gt;" diventa l'inutile descrizione di un sintomo, mentre "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;provo spesso sensi di colpa&lt;/span&gt;", "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;amo stare sola&lt;/span&gt;" e, ancor più, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da piccola (da piccola eh) mi puzzavano i piedi&lt;/span&gt;" diventano informazioni decisive, fondamentali, che pezzo a pezzo costruiscono la terapia. Il rimedio. Alla fine di un questionario fitto fitto fatto di domande, ti ritrovi inesorabilmente stretto nei limiti di un modello: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;carbonica&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sulfurica&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fosforica&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fluorica&lt;/span&gt;. Qualcuno sarà flaccido e brevilineo, ipotiroideo e con mani/denti/unghie quadrati, talaltro invece evidenzierà torace esile e appetito alterno, sempre scontento ma di intelligenza brillante. E con i piedi che puzzano. E le categorie fondamentali si dipanano poi in diadi ulteriori (il sulfurico grasso e quello magro) e in sottotipi: il tipo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arsenicum&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silicea&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lachesis&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sepia &lt;/span&gt;e via sottotipizzando.&lt;br /&gt;Quando l'omeopatà, con l'aiuto anche di qualche congiunto che può fare sì o no con la testa ("&lt;span style="font-style: italic;"&gt;hai mai avuto orgasmi multipli?&lt;/span&gt;" - "no" - "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lei conferma?&lt;/span&gt;" - "no, sono il padre") ti avrà ricondotto al tuo modello base, a quel punto la terapia generale, quella che serve a rimettere tutto in asse, a riequilibrare gli squilibri, sorvolando sui sintomi, a riportarti al sorriso (l'umore, l'umoreeeeee :-) ) è praticamente fatta. Basta scendere giù in farmacia (sotto ogni studio di omeopatà c'è una farmacia che vende esattamente ciò che l'omeopatà di quel palazzo prescrive) e ordinare il rimedio. Contenuto in provette di plastica con l'apertura magica, un dipenser girevole che versa direttamente in bocca la singola pillola: che guai a toccarla con la mano, o a essersi lavati al mattino i denti con dentifricio alla menta, perchè in tali malaugurati casi ogni effetto svanisce.&lt;br /&gt;Se poi il paziente insiste a denunciare anche sintomi (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dottore, io sottoscritta fosforica ho una tosse che non mi fa dormire la notte. In quanto fosforica cosa posso fare?&lt;/span&gt;), l'omeopatà allora, dopo una rapida occhiata alla di lei faringe, tra urla di stupore e imprecazioni (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mio Dio, una faringite follicolare, da stroncare subito, in 24 ore&lt;/span&gt;!!!) le porge il rimedio specifico, che in poche ore, al massimo un paio di giorni, lascerà solo un debole ricordo delle notti passate a tossire. Perchè il rimedio omeopatico, quando è chiamato sul terreno del sintomo specifico, è implacabile, e lo stronca in poche mezz'ore.&lt;br /&gt;Se poi, passati 5/6 giorni, il paziente dovesse telefonare all'omeopatà, denunciando addirittura un peggioramento della tosse, l'omeopatà saprà tranquillizzare la fosforica allarmata: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tranquilla signorina, trattasi di AGGRAVAMENTO OMEOPATICO, prelude alla totale scomparsa del sintomo specifico&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Se poi non ti passa, è perchè non collabori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale)&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-4143394173688046408?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/4143394173688046408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=4143394173688046408' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/4143394173688046408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/4143394173688046408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/07/lomeopata.html' title='L&apos;aggravamento omeopatico'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-8712673673244337026</id><published>2009-07-04T20:26:00.004+02:00</published><updated>2009-07-04T20:49:11.848+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oulipo et similia'/><title type='text'>Percorsi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/Sk-jPya4f6I/AAAAAAAAADY/tmj-PCPnbfc/s1600-h/DSCN1705.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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 &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1027" type="#_x0000_t75" alt="smilie" style="'width:11.25pt;"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image002.gif" href="http://images.ultraguest.com/images/smilies/smile.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;Avevo un pesciolino rosso. Regalatomi dalla mia fidanzata. Con lei non parlavo più, ero arrabbiato perchè l'avevo tradita. E lei, come gesto di distensione&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1028" type="#_x0000_t75" alt="smilie" style="'width:11.25pt;height:16.5pt'"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image003.gif" href="http://images.ultraguest.com/images/smilies/confused.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;, mi regalò un perfetto pesciolino rosso già dotato di nome: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Abla con migo&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1029" type="#_x0000_t75" alt="smilie" style="'width:11.25pt;height:11.25pt'"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image004.gif" href="http://images.ultraguest.com/images/smilies/crying.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;, c'era scritto sulla vaschetta rotonda che ancora conservo. Da allora le riparlai. Il piccolo Abla mi ha seguito nel periodo della mia vita più pieno di traslochi: 5 in 5 anni. L'ennesimo cambio di acqua gli fu fatale: non sopportò l'escursione termica e se ne andò, forse indignato dall'instabilità emotiva umana. Ulisse, Abla, Wanda, Nemo, piccoli, cari, teneri, muti amici. Ripensarci mi toglie l'ossigeno, e li capisco meglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non per cambiare argomento, ma pare (fonte ufficiale: Guardia costiera) che al largo della Sardegna sia stato avvistato un canguro: pelo fulvo/fucsia, marsupio a tracolla (tsk), zampe posteriori palmate (cosa non fanno poche ore di evoluzione), addirittura segno di abbronzatura recente sotto gli elastici di un due pezzi da urlo. Esperti del parco nazionale di Yellowstone sono in arrivo, incuriositi soprattutto dalla capigliatura fucsia. Ma pare che il marsupialpalmipede sia semplicemente fuggito dallo zoo di Roma (mentre due giovani parioline curiose e in cerca di esperienze tentavano di fargli bere 20 bricchi di Estathè), abbia preso il traghetto a Civitavecchia e si sia gettato in mare al primo semaforo. Semplicemente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" alt="smilie" style="'width:11.25pt;height:11.25pt'"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image001.gif" href="http://images.ultraguest.com/images/smilies/down.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1026" type="#_x0000_t75" alt="smilie" style="'width:11.25pt;"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image002.gif" href="http://images.ultraguest.com/images/smilies/smile.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-8712673673244337026?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/8712673673244337026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=8712673673244337026' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8712673673244337026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8712673673244337026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/07/percorsi.html' title='Percorsi'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/Sk-jPya4f6I/AAAAAAAAADY/tmj-PCPnbfc/s72-c/DSCN1705.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-1830940398197705743</id><published>2009-06-03T23:44:00.002+02:00</published><updated>2009-06-03T23:56:12.532+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astinenze'/><title type='text'>L'uomo e il cane</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;tt&gt;Sembra assodato, i cani non hanno la nostra percezione del tempo: un’ora o un mese cambia poco ai loro occhi, ed è per questo che sono pronti a fare le feste sempre come fosse la prima volta. Dunque è qui il “varco”, “il punto morto del mondo”, “l’anello che non tiene”: avere coscienza che il tempo passa è ciò che impedisce l’amore gratuito, quello che non chiede niente in cambio. Quando ritardiamo nel telefonare al nostro amore; quando lo facciamo aspettare in piedi alla stazione; quando non lo vediamo per giorni e al suo ritorno ci attendiamo manifestazioni degne di tale assenza; quando il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tempus edax&lt;/span&gt; (vorace!) scolpisce, in silenzio, voragini carsiche tra le nostre emozioni e la mattina, al risveglio, un'altra storia è finita (proprio vero, con una bella dormita passa tutto). Il tempo è una trappola: agli occhi di chi ci ama molto peggio (e molto meno) di un cane, il tempo non può permettersi di passare e basta, ma deve passare “per noi”, deve essere impiegato e in ogni attimo contiamo di vedere la parte di noi che determina l’attimo dell’altro. Se ci accorgiamo che un attimo passa e noi, in quell’attimo, non ci siamo, ci sentiamo male. E il male, seppur piccolo, si somma al male, diventa dolore, rancore, bisogno di riscatto. Sono le estenuanti strategie dell’amore, il “mi telefona o no”, il cercare negli attimi successivi compensazioni agli attimi precedenti in cui ci siamo accorti di “non esserci”. Il tempo ci frega, dunque, perché ci costringe a motivarlo, a dargli senso, e nell’amore il senso diviene senso per l’altro. Leopardi l’aveva intuìto: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimmi: perché giacendo a bell'agio, ozioso, s'appaga ogni animale; me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale&lt;/span&gt;?” E’ sempre il tempo e la nostra necessità di dargli un senso profondo a metterci in crisi. Gli animali mostrano meno ansie: quando si riposano si riposano, e non stanno rubando tempo ad altro. Ogni attimo, per loro, ha un fine in sé stesso, e non ha bisogno di un fine esterno. Forse per questo i cani&lt;br /&gt;non si accorgono che il padrone è mancato per un mese e non per un giorno. Ce l’hanno sempre dentro, si fidano, sanno che l’affetto dichiarato una volta resta per sempre. Non hanno paura di perderlo, la natura ha creato gli esseri viventi in un moto inconsulto e gratuito di affetto, e quell’affetto fa parte della vita di tutti. Loro lo sanno nella maniera più profonda attraverso la quale si “sanno” le cose: per contatto. Lo sanno perché non può che essere così, perché chi guarda il mondo dal basso vede le cose meglio. Loro alzano il muso e ci guardano negli occhi, e il nostro volto gli sembra solo un altro pezzo di quella natura che conoscono per contatto, e il tempo che li separa da quel volto per un’ora o un mese non esiste. Solo noi abbiamo inventato l’intelligente equazione che vuole l’amore essere funzione del tempo: il tempo passato insieme, il tempo da progettare, il tempo per l’attesa, il tempo del distacco. L’amore “senza tempo”, è quello che ci propongono gli animali.&lt;br /&gt; L’amore che non chiude mai perché non chiede mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo memoria della prima volta in cui ci siamo sentiti abbandonati? Chi era? Un padre, una madre, un amico, un amore? Chiunque lo abbia fatto, lo ha fatto perché ha voluto dare altro senso al proprio tempo. E per farlo non ha trovato altro mezzo che quello di togliere tempo a te. L’ultima fregatura sembra proprio questa: il tempo non è infinito, noi lo sappiamo, gli animali forse no. E se il tempo non è infinito, l’amore diventa qualcosa che l’istinto di conservazione ci porta a donare solo alla cosa migliore che incontriamo. Il resto quasi scompare. Ci sembra tempo perso. Tolto al meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la certezza di dover morire a farci amare poco gli altri e troppo un solo individuo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; (Scusate, ho solo smesso di fumare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;/tt&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-1830940398197705743?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/1830940398197705743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=1830940398197705743' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1830940398197705743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1830940398197705743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/06/luomo-e-il-cane.html' title='L&apos;uomo e il cane'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-1525910964797597412</id><published>2009-05-11T21:23:00.003+02:00</published><updated>2009-05-11T21:57:36.174+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>La legge Gasparri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ogni tanto qualche notizia buca il video. Nel senso che la paludata sintassi dei nostri TG, il lessico medio che li connota, subisce un improvviso scarto dalla norma, che produce in realtà non informazione, ma letteratura. L'altro giorno un ragazzotto milanese, intervistato da una qualche inviata su non so quale notizia fresca del giorno (appunto, le notizie sono secondarie per me quando ascolto un TG), cominciava la sua risposta, in un encomiabile quanto sterile sforzo stilistico, con un simpatico "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secondo i miei pareri....&lt;/span&gt;"; e poco oltre, credo fosse questa volta un giornale-radio (che anche quelli seguo), ho sentito dire che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Premier si è riunito......&lt;/span&gt;", e la riunione aveva a che fare con il terremoto. Non ci è stato detto con chi si fosse riunito, ma davvero saperlo sarebbe stato del tutto inutile. Entrambe le espressioni denotano a margine una  tendenza alla schizofrenìa, che è più significativa delle stesse notizie che si volevano dare.&lt;br /&gt;Ma quello che più ha bucato lo schermo, non so se l'avete notato, è il fatto del giorno: un ragazzone, direi un omaccione, palermitano, di mezza età e di robusta corporatura, noto ai centri di salute mentale poichè da tempo in cura per seri disturbi psichici, nei pressi della stazione ferroviaria, ha improvvisamente aggredito, con la stessa inopinata furia di un pit-bull di fronte alla massaia in pieno footing, una coppia di anziani che passeggiava tranquilla. Il ragazzone ha tirato fuori un robusto martello di ferro, e con esso ha colpito a tutto braccio per 5 volte il vecchietto sul cranio, e sorte solo di poco migliore è toccata alla vecchietta. Entrambi, soprattutto il marito, versano in gravissime condizioni all'ospedale del capoluogo siciliano. Fin qui il solito fatto di cronaca, direi semi-seria se non fosse per la salute dei malcapitati, con protagonista un mattarello di quelli che girano per le nostre città, più o meno innocui, salvo che in occasione dei primi caldi estivi sembrano diventare pericolosi per qualche settimana. Esattamente come i pit-bull. Ma quello che più ha bucato lo schermo, ed è arrivato alle mie orecchie come splendido esempio di scarto dalla norma, umorismo pirandelliano, è stata la risposta che il ragazzone martellatore ha dato, fulminea, alle forze dell'ordine che, imbevute di razionalismo hegeliano, gli chiedevano "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perchè hai fatto questo?&lt;/span&gt;". E lui, candido come solo un bambino o un pazzo possono essere, ha risposto serio serio : "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volevo solo istallare il digitale terrestre&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-1525910964797597412?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/1525910964797597412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=1525910964797597412' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1525910964797597412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1525910964797597412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/05/la-legge-gasparri.html' title='La legge Gasparri'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-8543879690582666694</id><published>2009-04-17T20:27:00.003+02:00</published><updated>2009-04-17T20:36:25.960+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>La Volpe</title><content type='html'>«Ne avevo sentito parlare male: dicevano che fosse misantropo, misogino, scostante, che non sorridesse mai. Ma poi l’angelo tessitore me l’ha spedito a Torino, e per curiosità sono andata a una sua conferenza al teatro Carignano il 14 gennaio del 1949. Mentre stavo per uscire, la direttrice mi dice: Si fermi, ché vogliamo presentare i giovani poeti torinesi a Montale. Io non mi sentivo poeta, perché non avevo pubblicato niente, e poi ero molto intimidita. Allora si è verificata una cosa molto strana, che né io né Montale stesso siamo riusciti a capire negli anni seguenti. Eravamo sei persone in fila; lui passava, dava la mano con gli occhi bassi senza guardare in faccia nessuno e diceva: Piacere, piacere. Stavo per scappare quando lui arriva davanti a me e appena sente il mio nome alza gli occhi e mi dice: Ah, è lei. Rimango senza fiato, e dico la prima banalità che mi viene in mente per vincere l’imbarazzo: Viene a pranzo da me, domani? E lui: Sì».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-8543879690582666694?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/8543879690582666694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=8543879690582666694' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8543879690582666694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8543879690582666694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/04/la-volpe.html' title='La Volpe'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2033577375691869365</id><published>2009-03-23T22:25:00.008+01:00</published><updated>2009-03-23T22:54:27.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Sapienti e Poeti (a che servono i classici?)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La seconda ora cominciata da poco. Grammatica, la solita. Luca parla con Samuele, secondo banco alla mia sinistra. Gesticolano. Li riprendo una volta. Luca continua a parlare con Samuele. E gesticolano. Luca soprattutto. Finge di non sentire il mio primo richiamo. Un insegnante ha bisogno di generare reazioni quando il tono della sua voce si alza. Altrimenti sente tutto quanto intero il peso dei 1350 euro che guadagna dopo 10 anni di servizio. Ma Luca non le sa queste cose. E Samuele neanche. Loro sono animali alle prime armi, che si giocano un posto al sole a colpi di corna. E non sentono la mia voce che si alza. Una volta, due volte. Parlano e gesticolano. Imberbi e non curanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ed è così che la mia mano si abbatte pesantemente sulla cattedra, il registro rimbalza fino in terra, la penna sfiora in volo il volto di Ulderico, e tutti quanti insieme emettono un gemito misto di paura e dolore fisico. Ora gli occhi sono tutti su di me, anche Samuele e Luca mi guardano, atterriti. Luca non sa reggere le forti emozioni. Oltre una soglia critica, le emozioni lo dominano. Si mette a piangere, colpisce con un pugno Samuele, si alza dalla seggiola, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;il volto piegato in smorfie che incanalano le lacrime sulle guance, e nonostante non piovesse, mimando il gesto dell’ombrello in direzione della cattedra, parla brevemente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Vaffanculo! -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il problema è, a quel punto, capire bene, in un paio di secondi, se il vaffanculo sia per Samuele o per me. Il gesto dell’ombrello, invece, può anche passare per impersonale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Tra l’altra si parlava di questo. Dei verbi indicanti fenomeni atmosferici. Che in italiano sono impersonali. Passati i due secondi, in assenza di una mia reazione equivalente ed opposta, sarei risultato agli occhi di tutti sconfitto. Platealmente e per sempre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La grammatica. In molti pensano che serva a conoscere meglio la lingua italiana. A evitare errori. Addirittura qualcuno pensa che abbia a che fare con la possibilità di comporre temi migliori. E invece è un grande gioco di ruolo, una fotografia ritoccata di come dovrebbe funzionare una lingua. Ad ogni cosa viene assegnato un nome, ad ognuno la sua parte nel gioco, e anche le molteplici interazioni tra parti diverse vengono catalogate, descritte, simulate. In realtà si tratta di un eccezionale pretesto per far funzionare le sinapsi degli inconsapevoli alunni, niente altro. Nessun collegamento reale con la scrittura, con la conoscenza della lingua nazionale. Solo meccanismi di logica applicati ad un contesto astratto e convenzionale. Anche ridondante, in questa sua pretesa di affibbiare un nome ad ogni refolo di vento. Ma funziona terribilmente bene, come gioco di ruolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E io la adoro. La sua ingenua furia tassonomica e catalogatrice mette un ordine apparente al microcosmo linguistico, e se diamo per scontato che quell’ordine sia legge, e costringiamo l’alunno a ritenerla tale, il divertimento è assicurato. Almeno il nostro, insomma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Allora. Che avevate per oggi? – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Gli esercizi prof. pag 499. – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Ah, sì. 8 esercizi, al di sotto della dose minima – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Quale è la dose minima prof.?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Dieci. Dieci esercizi sono la dose minima, sotto la quale non scatta con sufficiente forza la noia da ripetizione che conduce alla sapienza – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Ma prof., la noia ci fa diventare sapienti?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- La noia da ripetizione, non la noia semplice. La noia semplice ci fa diventare poeti, quella da ripetizione invece ci fa sapienti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Quindi ci vuol dire che i poeti non sono sapienti?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ecco, chiunque spacci le tecniche del sillogismo ai minorenni, mette a rischio l’integrità morale ed intellettuale degli insegnanti. I poeti non sono sapienti? E viceversa? Ora bisogna rispondere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Allora ragazzi. Mai confondere l’autore con le sue opere. Voglio dire, una bella poesia non è che per forza debba essere stata scritta da una bella persona, aperta, generosa, leale, democratica, sapiente. Anzi. Montale vi era piaciuto vero? E magari chissà quali doti umane avete appiccicato all’immagine che vi siete fatti di lui. Eppure era un gran burbero, antipatico (voi che avete il pregio della sintesi lo definereste come definite gli insegnanti, “stronzo”). E non conosceva il greco e il latino. Credo si sia diplomato a fatica, e non in un liceo. Ma ha vinto il premio Nobel. Questo, tra l’altro, andrebbe ricordato a tutti quelli che ritengono non si possa conoscere bene la lingua italiana senza conoscere anche il greco e il latino. Lui, Montale, la lingua italiana la conosceva benissimo. Ed era uno stronzo. -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E l’aristotelico di rimando:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;- Ma allora quando mi mette insufficiente in un tema, è insufficiente il mio tema e io sono una brava persona, mentre l’ottimo che dà a Filippetti è come dargli dello stronzo? -  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La prossima volta parleremo di generalizzazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;David&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2033577375691869365?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2033577375691869365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2033577375691869365' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2033577375691869365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2033577375691869365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/03/sapienti-e-poeti-che-servono-i-classici.html' title='Sapienti e Poeti (a che servono i classici?)'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-197717811459538823</id><published>2009-03-02T20:47:00.004+01:00</published><updated>2009-03-02T23:13:46.429+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Il trionfo della Morte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaxRzpdGbzI/AAAAAAAAADQ/wCBK_Otyf6Q/s1600-h/triumph.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 289px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaxRzpdGbzI/AAAAAAAAADQ/wCBK_Otyf6Q/s400/triumph.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308708008506060594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Al Prado di Madrid, se vi dovesse capitare di passarci, si trova di tutto. Come nei bazaar marocchini, in cui puoi acquistare dal salume fresco alla soletta per le scarpe (anche se in alcuni casi la differenza la fa la stagionatura). Tra l'altro, mi è capitato di vedere un quadro di Peter Bruegel il Vecchio (famiglia numerosa, tipo Plinio e i suoi derivati). Il titolo del quadro: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il trionfo della Morte&lt;/span&gt;", anno del Signore 1562. Pittore fiammingo, mi pare. L'epoca quella tridentina, più o meno. Controriforma. Sullo sfondo un paesaggio desolato, una marina su cui si addensano i fumi degli ultimi incendi, navi che si inabissano. Poi alcuni rilievi più vicino, brulli, sui quali campeggia ogni tanto qualche scena: a destra il ciondolare di un impiccato, a sinistra risponde uno scheletro che issa su di un albero un uomo con cappio al collo; ancora a destra uno scheletro che tiene per la testa un uomo inginocchiato, e sta per decapitarlo con un preciso colpo di spada. E poi un uomo che viene tirato fuori dall'incavo di un tronco d'albero, estremo rifugio, un altro che viene preso per i capelli (dei calvi è il regno dei cieli) e tirato giù da una roccia. E tante altre situazioni isolate, in cui la morte lotta con un individuo, in genere solo. Qualche forca che, vuota, attende clienti, e una campana che immagino batta i rintocchi dell'ora. In primo piano invece, scene corali. Verso destra la catasta dei morti, nelle pose più innaturali, come deve essere, che mica ci si mette in posa anche per morire. A sinistra la morte, sempre incarnata (si fa per dire) da uno scheletro leggermente più maestoso e regale degli altri, che a cavallo guida il Carro, con un suo sgherro seduto di sguincio a cassetta, braccia piegate e mani sulle ginocchia, si direbbe annoiato, e le teste dei defunti che spuntano ammassate dentro. A destra una scena che sa di Signore degli anelli: l'esercito di scheletri che fa a pezzi uomini e li butta nel mucchio. Sono tanti, fitti fitti, ma ognuno ha una sua faccina scavata diversa da quella dell'altro. Ed infine, proprio di fronte a chi guarda, in basso nel quadro, 5 scene che danno il senso profondo della Democrazia, da sinistra a destra: l'Imperatore in terra e la Morte che gli mostra una clessidra (il tempo è venuto!) mentre un altro scheletro gli fruga i denari; un pellegrino barbaramente sgozzato; un cardinale che viene trascinato in terra morente; i guerrieri che muoiono spada in mano; una coppia di amanti intenti a suonare uno strumento, che non si accorgono di essere vicini alla fine (che l'orchestrina di Titanic, quella che suona mentre la prua si inabissa, sia stata ispirata dal vecchio Bruegel?). La morte è democratica, insomma. Al massimo la musica distrae, e ti accompagna nel precipizio incredulo o distratto. C'è il Cardinale. Ma essendoci un Imperatore, direi che manca il Papa. E' come quando da Vespa si presentava Veltroni, e dall'altra parte gli mandavano Schifani. Certo, sarebbe stato troppo. Un Papa impiccato, o spezzato in due, o sbranato dai cani, che ci sono anche quelli, in effetti non s'è mai visto. Anche la Democrazia della Morte fa compromessi. Questioni di protocollo, direi. Amen, ma anche Prosit.&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-197717811459538823?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/197717811459538823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=197717811459538823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/197717811459538823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/197717811459538823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/03/al-prado-di-madrid-se-vi-dovesse.html' title='Il trionfo della Morte'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaxRzpdGbzI/AAAAAAAAADQ/wCBK_Otyf6Q/s72-c/triumph.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-199823476835353639</id><published>2009-02-21T15:28:00.003+01:00</published><updated>2009-02-21T16:08:27.394+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><title type='text'>Autiere, clima tropicale.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Sento di dover dire due parole circa la foto presente nel mio profilo. La situazione politica attuale lo impone. Innanzi tutto sgombero il campo da interpretazioni futili e faziose. Non si tratta di una partita di calcio del Grifo. Quelle bandiere rosse e il mio rosso copricapo (trattasi di sciarpa arrotolata) non indicano la presenza di giocatori di calcio in zona. Si tratta della manifestazione del 25 aprile, a Milano, correva l'anno 1994. Da poco si era insediato il primo governo Berlusconi, che aveva vinto inopinatamente contro la gioiosa macchina da guerra di Occhetto e dei Progressisti. Andammo a Milano, partendo da Perugia con tanti autobus CGIL, tutti compagni e compagne, con 15 anni in meno, e l'idea che, prima o poi, qualcuno si sarebbe accorto dell'errore fatto nell'urna. Sarebbe bastato gridarlo forte, in piazza, e magicamente Berlusconi sarebbe finito in pochi mesi come D'Alema aveva ipotizzato: con uno scolapasta in testa. La fine di tutti i dittatori degli stati di bananas. E invece. D'Alema e l'elitarismo di sinistra non avevano colto la novità: lo spirito italico stava producendo un fenomeno assolutamente nuovo in Europa, che ancora oggi tutti ci invidiano. Ma non volevo parlare di Berlusconi, anche se ormai è diventato come un buco nero che attira verso sé qualsiasi discorso fosse partito in altra direzione.&lt;br /&gt;Volevo solo ricordare quella bellissima manifestazione, in 500mila per le vie di Milano, e poi in Piazza Duomo, sotto un diluvio continuo. Una manifestazione che veniva solo qualche anno dopo il bagno di socializzazione profonda che furono le occupazioni universitarie della Pantera, in tutta Italia. Ricordo la manifestazione di Milano come l'ultimo atto forte e comunitario, almeno per me, di una partecipazione politica che da allora ha perso un pizzico di smalto. E a fine giornata, fradici, infreddoliti, alcuni già da prima febbricitanti, siamo risaliti sugli autobus, e c'era anche il Gigio, il mio amico Gigio che, mentre compagni e compagne si toglievano di dosso gli abiti grondanti acqua e restavano a torso nudo, urlava in direzione del conducente la sua preoccupata richiesta: "AUTIERE, CLIMA TROPICALE".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il genio è saggezza e gioventù (E.L.Masters, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antologia di Spoon River&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-199823476835353639?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/199823476835353639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=199823476835353639' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/199823476835353639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/199823476835353639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/02/autiere-clima-tropicale.html' title='Autiere, clima tropicale.'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-7657510568829008901</id><published>2009-02-09T15:01:00.002+01:00</published><updated>2009-02-09T15:48:41.419+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indignazioni'/><title type='text'>Il giuramento di Ipocriti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' da quando quella stronzetta di Lucia Annunziata ha fatto il pezzo di teatro in stile mastelliano da Santoro che mi prudono le mani. Della serie "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Michele sai, te lo devo dire, siamo colleghi e amici da anni, io faccio questo mestiere come te e non posso tacere....hai costruito questa trasmissione etc etc.......&lt;/span&gt;" Il resto è noto: si è alzata e ha lasciato la trasmissione.  Sopporto male i progressisti, i democratici, i comunisti evoluti che ogni tanto sentono il bisogno di fare i fascisti tanto per sentirsi/apparire moderni e intelligenti. Tipo Magdi Allam, insomma. Santoro ha detto la cosa giusta: ma possibile che se c'è un guerra in cui si contano 2mila morti da una parte e 1 (uno) dall'altra, la notizia debba sempre vertere sulle ragioni di entrambi, e sui reciproci torti? Non si può fare un po' di sana cronaca, e dire quello che si deve dire nel momento esatto in cui si deve dire? Sarà che vedere "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Valzer con Bashir&lt;/span&gt;" mi ha riportato alla mente il silenzio che per anni, decenni, c'è stato su Sabra e Chatila, e ho sentito di nuovo in bocca quel gusto paludato  e sterilizzato con cui i resoconti hanno sempre descritto un massacro di matrice cristiana (con Israele a guardare).  Ma questo tanto per porre all'ordine del giorno la questione informazione, soprattutto in Italia, e il ruolo deformante che essa assume in epoca di globalizzazione fittizia (in effetti, a pensarci bene, si sta recintando la ricchezza e globalizzando la miseria, ma tant'è...):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 1.    ogni estate si ripete la saga delle pietre dal cavalcavia, al ritmo di una/due al giorno.&lt;br /&gt;2.    sempre d'estate avvengono gli omicidi più strani e fioccano serial killer per una stagione (da via Poma, e prima ancora, in poi....).&lt;br /&gt;3.    solo d'estate i padroni portano a spasso cani, e ogni pit-bull si trasforma in un assalitore famelico di più o meno giovani promesse del footing nostrano.&lt;br /&gt;4.    in occasione di ogni guerra si scoprono orribili fosse comuni fatte scavare e riempire dal dittatore di turno (salvo poi, vedi le famose stragi di Timisoara di Ceaucescu, scoprire che erano solo aitanti giornalisti chiamati a fotografare cimiteri riesumati per l'occasione).&lt;br /&gt;5.    durante la stessa guerra di turno si assiste sempre a immani catastrofi ecologiche, stile cormorani imbitumati (quell'immagine è ormai di repertorio, e viene tirata fuori ad ogni aumento del prezzo del barile).&lt;br /&gt;6.    gli Stati Uniti danno voti al mondo (ogni due/tre anni spunta fuori uno stato canaglia in possesso di terribili armi di distruzione di massa, tsk!), ma poi non firmano il protocollo di Kyoto e neanche la convenzione per la messa al bando delle armi non convenzionali (della serie: 150 anni fa tutti noi ci siamo industrializzati a suon di merda in cielo e sangue di bambini come Ciaula e Rosso Malpelo nelle miniere, ma ora vogliamo respirare liberi per cui industrializzatevi senza emettere fumo. Casomai, ecco la solidarietà multinazionale, veniamo a farvi visita per produrre a quattro soldi, ma zitti&lt;img src="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/mesg/tsmileys2/27.gif" /&gt;, che nessuno se ne accorga).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Pochi esempi. L'informazione va a stagioni, non controlla le fonti, le notizie sono proprietà privata di poche enormi agenzie, che sempre più puntano ad oliare i meccanismi del potere. Non si sa un cazzo di nulla, ma abbiamo i video pieni di mezzi busti che parlano senza dire. Una società che si sia condannata a ragionare sulla scorta di cronache e non rifletta sulla storia, è una società miope e assopita.&lt;br /&gt;Se alzassimo lo sguardo dalla cronaca, e andassimo a ricercare le fonti di tale odio, troveremmo libri di storia pieni di pagine in cui, da almeno 50 anni, si narra di fondamentalismo finanziato e coccolato in funzione anti-sovietica; di islam moderato e nazionalista che viene fatto fuori a suon di colpi di servizi segreti (Mossadeq, in Iran, per esempio, in favore dello Scià: questo non spiega in parte Komehini 20 anni dopo?); di politiche estere improntate al mero tornaconto occidentale (sono 40 anni che gli Stati Uniti oppongono veti in Consiglio di sicurezza alle risoluzioni contro Israele). Anche qui, solo pochi esempi. Un mondo in cui le fonti di energia (petrolio) sono da una parte e i ricchi dall'altra, non può tollerare niente che somigli lontanamente al "nazionalismo" (ci fu una guerra anche per la nazionalizzazione da parte dell'Egitto del canale di Suez!): mica vorrete stabilire voi il prezzo del petrolio? E tuttavia anche Saddam, prima finanziato in qualità di dittatore nazionalista in funzione anti-iraniana, diviene poi dittattore senza altri aggettivi, e quindi bisogna esportargli la democrazia in casa. Il fine giustifica i mezzi, quindi pare  giusto esportarla con uranio impoverito, fosforo bianco, mk77, torture. Cronaca addormentata e storia ignorata sono il mix di questi anni. Alleviamo persone che non hanno nulla da perdere, tutto qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche quando lo scenario cambia, e siamo a questi giorni e nel nostro cortile, nessuno che si scandalizzi mai troppo: si minacciano decreti per sovvertire sentenze definitive della magistratura, se il Capo dello Stato non firma si accelerano iter legislativi (ad horas il parlamento, ad horas!!!), e di Eluana si dice pacatamente, serenamente, che ha il ciclo mestruale, che (quindi) potrebbe procreare, che si vuole solo eliminare un fastidio. Un fastidio, le mestruazioni, la maternità accanto al nome di Eluana. Quali enormità si sono sentite in poche ore. Come ha detto bene Furio Colombo, si vuole resuscitare Eluana per farne omaggio al Papa. E i gruppi che sfilano con pane e acqua in mano sotto la clinica a Udine al grido di "S&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vegliati Eluana, ti vogliono uccidere!&lt;/span&gt;"? Quale abisso di ignoranza frammista a personale tornaconto, a rendere il piatto inguardabile. Ho provato vergogna più che in altre occasioni nei confronti di chi l'ha votato, Berlusconi. E vergogna per una stampa che continua ad essere paludata. La Palude, come la chiamava Mussolini riferito al Parlamento che stava per chiudere i battenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; David&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-7657510568829008901?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/7657510568829008901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=7657510568829008901' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7657510568829008901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7657510568829008901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/02/il-giuramento-di-ipocriti.html' title='Il giuramento di Ipocriti'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-3872195396886422936</id><published>2009-01-18T23:10:00.003+01:00</published><updated>2009-01-18T23:55:00.583+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><title type='text'>Mestruazioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Una volta al mese accade. E' la natura. Mi ricordo un episodio, della mia tarda infanzia. Avrò avuto sì e no dodici anni. Erano gli anni in cui si giocava tutti quanti giù in strada, tra auto parcheggiate e righe di vernice sull'asfalto, ad indicare un campo da tennis. E se passava una macchina proprio mentre stavi tirando il tuo infallibile passante incrociato, l'avversario poteva gridare "PACE!", e lo scambio si intendeva interrotto. Doveva passare l'auto, e non c'erano santi: dovevi ricostruirti il tuo punto, e magari andava a finire che il punto lo perdevi, e c'era da recriminare allora, che solo la fortuna l'aveva salvato. Ma l'episodio è un altro. Insieme a tutti noi, giocavano anche le ragazzine, alcune fisicamente in grado di dar filo da torcere ai migliori maschi del quartiere (le ragazzine crescono prima, e a quell'età sono in genere più veloci, più scattanti, più performanti in tutto). Ma all'improvviso, da un giorno all'altro, non c'erano più. Sì, insomma, scendi giù in strada, subito dopo pranzo, con la bocca ancora piena di companatico, e ti ritrovi in pochi, e tutti maschi, e non capisci perchè. La cosa proseguì per vari giorni. Non c'era più traccia di femmine in giro. Tutte in casa, chiuse, si vociferava fossero tutte in una casa, altri dicevano che fossero partite per una gita in preparazione della cresima, i fratelli di alcune, in strada con gli altri, tacevano rossi in viso, e sembravano nascondere un segreto incomprensibile anche per loro. Niente, nessuna donna in giro, estinte, inutile mettere la maglietta riportata dall'America con su scritto "MIAMI", e sperare che qualcuna ti chiedesse qualcosa, o le venisse voglia di dirti che sì, ti amava, anche lei. Tutto inutile. Senza donne, gli uomini non sanno più da chi farsi guardare, e sono costretti a guardarsi tra loro, e ognuno per sé, e si intristiscono.&lt;br /&gt;Dopo alcuni giorni le ragazze tornarono a farsi vedere, una per volta, e alla fine tutte, ma senza spiegare niente. Solo, avevano negli occhi la consapevolezza di un evento accaduto, in qualche modo irreparabile, e avevano perso anche quell'ingenuo vitalismo che ne faceva le migliori nella corsa, acquisendo invece movenze leggermente più pacate, reazioni quasi meditate, una parvenza di maturità indotta, che si leggeva anche nelle pose del corpo. A volte per crescere basta solo sentirsi cresciuti, o che te lo dica qualcuno, da fuori, e ci credi.&lt;br /&gt;Sono passati anni, sempre con quel dubbio in testa, quei giorni inspiegabilmente tra maschi, ma poi qualcuno deve aver detto qualcosa, forse un fratello, non ricordo. E tutto fu spiegato. Una di loro (vai a capire quale, poi) era probabilmente CRESCIUTA, sì, aveva avuto il suo primo ciclo mestruale, e questo aveva indotto i genitori a toglierla dall'agone stradale, dal contatto con il prossimo, per farle vivere quel momento da sola, in famiglia, con le amiche che forse dovevano vegliarla e chiederle lumi sulle sue sensazioni. Una sorta di rito di iniziazione, non so se crudele o tenero, che doveva stampare tra le sensazioni dell'animo una sensazione nuova, quella dell'esser donna, donna fatta. E anche se era solo una ad essere cresciuta, in realtà tutte dovevano partecipare di quell'evento, individuale ma che la natura aveva previsto per ognuna di loro, prima o poi. Meglio quindi informarsi da chi ci stava passando attraverso.&lt;br /&gt;Confesso che allora ci sentimmo tutti quanti, noi maschietti, un po' più piccoli, come se noi fossimo cresciuti di qualche giorno, e loro di qualche anno. Si aprì una distanza, che avremmo potuto recuperare solo molto più tardi, con i primi approcci tra corpi di genere diverso.&lt;br /&gt;Ma la sensazione che le donne siano sempre un po' più grandi, io continuo ad averla.&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-3872195396886422936?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/3872195396886422936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=3872195396886422936' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/3872195396886422936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/3872195396886422936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/01/mestruazioni.html' title='Mestruazioni'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-1111126921026417464</id><published>2009-01-12T14:26:00.006+01:00</published><updated>2009-01-12T15:05:13.450+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indignazioni'/><title type='text'>Come smettere di fumare?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono entrato da poco in una tabaccheria, piccola, periferica, ed ho capito che la situazione economica è davvero pesante, come dicono in TV. Ho chiesto un pacchetto di sigarette (da 10, che fa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chic&lt;/span&gt;) e ho dato un'occhiata in viso alla ragazza dietro al bancone.&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ci conosciamo&lt;/span&gt;?" - le ho chiesto. Fossimo stati sul bagnasciuga di Riccione, la battuta sarebbe stata registrata come pappagallesca. Ma io avevo davvero un intento serio, anche se ancora non avevo capito bene cosa ci fosse di particolare in quel viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che per oltre un anno mi sono impegnato a cercare casa. Per comprarla. Del tipo che mi prendevo scorte di giornalini pieni di annunci immobiliari, evidenziavo le proposte interessanti (un trilocale in zona semi-centro, con un decente sbocco al mare per il cane), e poi spendevo intere ricariche a chiamare agenzie e a fissare appuntamenti. Arrivavo ad averne anche 4 al giorno. Credo di aver visionato circa un centinaio di appartamenti, alcuni anche molto carini. Ma il prezzo era, povero me, proibitivo. Appena ti avvicinavi ai 70 mq, la richiesta si avvicinava a sua volta ai 150/180 mila euro. Che, conti alla mano, significava oltre 800 euro al mese per 30 anni. Una galera, con tetto e riscaldamento autonomo, ma galera. Eppure insistevo. Anche perchè poi, dopo il 50esimo appartamento visionato, tende in genere a svilupparsi una forma di nevrosi compulsivo/ossessiva che ti porta a vedere case comunque, purchè sia, alla qualunque, solo perchè magari hai un mezzo pomeriggio libero. E ne ho viste anche di carine. Ad un certo punto stavo quasi per comprare, proprio nel periodo di mutui a tasso più alto e di prezzi/metroquadro alle stelle. Ma come tutte le nevrosi compulsive, l'importante è cercare senza acquistare, tenere sempre aperta la porta in attesa che arrivino amici, salvo poi non rispondere al citofono. Che se poi davvero salgono, mi perdo tutti quelli che sarebbero potuti salire.....Insomma, quasi un anno è passato, e stavo per propormi come consulente immobiliare alle stesse agenzie, in quanto, ormai, al 99esimo appuntamento, ero in grado di rilevare aporìe e incongruenze dell'eventuale proposta, disquisire con l'agente immobiliare di vantaggi/svantaggi fratto prezzi, di zone di sviluppo urbano fratto minimetrò e rumori connessi, di spostamenti di facoltà universitarie su crescita dei prezzi di locazione, di piani urbanistici alla Haussmann che avrebbero potuto avvantaggiare/svantaggiare l'eventuale acquirente. Passavo mezz'ore così, a parlare con il/la giovane agente immobiliare, che mi guardava invidioso/a del mio sapere catastale e nello stesso tempo impaziente di passarmi all'ufficio finanziamenti e contratti. Poi sono uscito dal tunnel, e mi sono parcheggiato in affitto, scelta che all'inizio della compulsione avevo escluso come il male maggiore. Canne al vento siamo, no? Mutui e prezzi alti mi sono serviti da metadone e, passata l'ultima crisi di astinenza in occasione dell'ennesima uscita quindicinale dei vari "Tuttocasa", mi sono messo pacatamente, serenamente, ad ottimizzare il mio piccolo loft in zona centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gentile signorina dietro al bancone, nel darmi il pacchetto di sigarette, lo scontrino e il resto, mi risponde che sì, la mia faccia le sembrava nota, ma non si ricordava come, dove, quando, e perchè. Le chiedo dove avesse lavorato in passato, e mi risponde (piano piano e quasi scusandosi)&lt;br /&gt;- "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tecnocasa - agenzia di Monteluce" - &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cazzo. Ma allora eri tu che mi hai fatto vedere almeno 5/6 appartamenti in zona Monteluce. Eri proprio tu. Ed ora servi caffè e sigarette dietro al bancone. E se non erro eri la titolare dell'agenzia. Sì, ero proprio io, mi dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso, dopo aver visto immobiliaristi fattisi barman, attendo di vedere sotto casa di mia madre, tra le acque del Tevere, galleggiare il corpo di qualche direttore di banca. E dopo, solo dopo, darò di nuovo spazio alla mia amata compulsione.&lt;br /&gt;&lt;span style="display: block;" id="formatbar_Buttons"&gt;&lt;span class="" style="display: block;" id="formatbar_JustifyFull" title="Giustifica" onmouseover="ButtonHoverOn(this);" onmouseout="ButtonHoverOff(this);" onmouseup="" onmousedown="CheckFormatting(event);FormatbarButton('richeditorframe', this, 13);ButtonMouseDown(this);"&gt;&lt;img src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" alt="Giustifica" class="gl_align_full" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;David&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-1111126921026417464?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/1111126921026417464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=1111126921026417464' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1111126921026417464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1111126921026417464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/01/come-smettere-di-fumare.html' title='Come smettere di fumare?'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2737380191047182675</id><published>2009-01-08T22:59:00.005+01:00</published><updated>2009-01-08T23:32:19.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><title type='text'>La lingua segreta delle donne per sfuggire ai maschi padroni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SWZ-ysVHlfI/AAAAAAAAACs/hh7Lajpr80g/s1600-h/nushu1.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SWZ-ysVHlfI/AAAAAAAAACs/hh7Lajpr80g/s400/nushu1.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289054221751522802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per me è stata una scoperta, fatta casualmente, costringendo gli alunni ad un inutile dettato. Il testo scelto a caso, aprendo un libro qualsiasi. E parola dopo parola, la sorpresa. Una lingua segreta, per comunicare tra donne. In Cina. Ne parlò già diversi anni fa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il manifesto&lt;/span&gt;, ma l'articolo di Federico Rampini mi pare di dimensioni più consone ad un blog, e ben costruito. Splendidi gli esempi di canti in traduzione. E' roba vecchia, si intende. Ma io non ne sapevo nulla. E l'ignoranza rende tutto nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PECHINO - Vicino al villaggio cinese di Shanjianxu, nella regione meridionale dello Hunan, il tempio della Montagna Fiorita è dedicato a due sorelle morte più di mille anni fa. Da secoli le contadine venerano i loro spiriti portando al tempio rotoli di carta di riso in cui confidano i loro segreti e formulano dei desideri; non di rado quello di suicidarsi. Quelle preghiere nessun uomo è mai riuscito a leggerle, perché nessun maschio può capire la lingua in cui sono scritte. Non sono in cinese ma in Nushu, forse l'unica lingua al mondo creata da donne per comunicare solo fra loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una leggenda vuole che il Nushu abbia duemilacinquecento anni e che discenda dalle scritte che gli oracoli incidevano sugli ossi; un'altra mitologia racconta di una ragazza che fu data in sposa all'imperatore, e una volta prigioniera della corte imperiale inventò una scrittura segreta per comunicare con le sue amiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messa fuori legge dal partito comunista negli anni 50, la Lingua delle Donne è stata riscoperta e studiata dalle linguiste cinesi Zhao Liming e Gong Zhebing, dalle giapponesi Toshiyuki Obata e Orie Endo. La rarità linguistica è anche una finestra sulla condizione femminile in Asia. Come spiega la professoressa Zhao, "la prima ragione per la nascita di questa lingua fu il fatto che le donne vivevano nell'analfabetismo forzato, non potevano andare a scuola e nessuno insegnava loro lo Hanzi, la scrittura cinese". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altra ragione è la pratica dei matrimoni combinati, per cui le nozze erano un passaggio tragico nella vita delle donne: strappate alle proprie mamme e sorelle e alle amicizie d'infanzia, finivano sotto l'autorità della famiglia del marito, spesso in stato di semi-schiavitù e sottoposte alle vessazioni delle suocere. Ma le donne della provincia di Jiang Jong nello Hunan trovarono una consolazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conoscendo l'alfabeto degli uomini inventarono una scrittura originale per tramandarsi le canzoni della nostalgia, per confidare alle amiche i loro pensieri più intimi e le sofferenze. Furono aiutate dall'esistenza di una solidarietà femminile speciale: in questa regione esisteva l'antico costume dello Jiebai Zimei, il "giuramento di sorellanza", che fin dall'adolescenza creava legami perfino più forti del sangue (è stata affacciata da studiosi occidentali l'ipotesi che lo Jiebai Zimei potesse nascondere affetti lesbici; Zhao Liming lo esclude categoricamente ma questo è scontato perché nella Cina di oggi l'omosessualità è ancora un tabù). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quando una giovane donna veniva data in sposa - racconta Orie Endo - sua madre, le sorelle e le amiche giurate componevano dei canti apposta per esprimere il dolore della separazione imminente. Ma una volta che la ragazza partiva per il villaggio del marito le loro voci non potevano più viaggiare. È così che nacque una scrittura per mantenere vivo il legame tra le donne, una scrittura che non poteva essere il cinese, visto che lo Hanzi veniva insegnato solo agli uomini. Alla giovane sposa le parenti e le amiche regalavano dopo le nozze un San Chao Shu, il libro del cuore in cui scrivevano i loro auguri di felicità; molte pagine venivano lasciate bianche perché la sposa potesse confidarvi negli anni seguenti i suoi pensieri e le sue sofferenze". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così nella notte dei tempi fu creato questo alfabeto Nushu, con 1.500 caratteri che traducono suoni del dialetto locale in sillabe. Sono caratteri scorrevoli e aggraziati, diversi e più semplici degli ideogrammi mandarini che invece all'origine rappresentano dei concetti. Ma sono rimasti per secoli incomprensibili e impenetrabili per i maschi. Composizioni in questo alfabeto sono state ritrovate anche ricamate sui ventagli e sui vestiti della zona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro aspetto raro della scrittura Nushu è che si esprime quasi esclusivamente in versi, perché la sua origine orale sono i canti delle donne che lavoravano in casa insieme a filare, cucire vestiti, confezionare scarpe. &lt;br /&gt;In quei versi scritti per le amiche lontane sono consegnate le testimonianze di una condizione femminile senza speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie cognate mi disprezzano &lt;br /&gt;Da mangiare ho solo un po' di crusca&lt;br /&gt;Con dell'acqua per farne una minestra&lt;br /&gt;Mi costringono a fare tutto il lavoro domestico&lt;br /&gt;Ma il mio stomaco è vuoto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio marito scommette al gioco&lt;br /&gt;Mi dimentica per andare alle bische&lt;br /&gt;Ne ho abbastanza di soffrire&lt;br /&gt;Quando mi picchia e non posso fuggire&lt;br /&gt;Ho cercato di impiccarmi&lt;br /&gt;Ma gli zii mi hanno riportato in vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei diari femminili in Nushu decifrati dalle linguiste c'è autocommiserazione e disprezzo di se stesse. Chi scrive spesso si indica alla terza persona come "questa donna dal destino spregevole, essere inutile, nata dalla parte sbagliata". Nascere donna è la dannazione di un karma negativo in una vita precedente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempio delle due sorelle sulla Montagna Fiorita vicino a Shanjiangxu, tra gli odori dell'incenso che brucia, il canto che una contadina ha lasciato su un rotolo di carta di riso si traduce così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorelle defunte, ascoltate questa mia preghiera &lt;br /&gt;Questa povera ragazza vi scrive nella Lingua delle Donne &lt;br /&gt;Anime sorelle abbiate pietà di me. &lt;br /&gt;Vorrei seguirvi dove siete &lt;br /&gt;Se solo mi accettate &lt;br /&gt;Voglio seguirvi fino alle sorgenti gialle dell'aldilà &lt;br /&gt;Di questo mondo non mi attira più niente &lt;br /&gt;Vi scongiuro trasformatemi in uomo &lt;br /&gt;Non voglio più avere il nome di donna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Nushu cominciò ad essere scoperto e studiato negli anni '50 ma quasi subito venne vietato dal partito comunista, forse perché la sua sopravvivenza smentiva le versioni ufficiali sull'avvenuta emancipazione della donna cinese. Una delle ultime autrici a usare la Lingua delle Donne, He Yanxin, è nata nel 1940: la sua autobiografia - dieci pagine fitte di 2.828 caratteri Nushu scritti sul quaderno di scuola del figlio - descrive le sofferenze di un matrimonio imposto d'autorità dalla famiglia, una consuetudine teoricamente soppressa nella Cina socialista di Mao Zedong. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttora i demografi misurano il peso dei pregiudizi sessisti e l'arretratezza della condizione femminile in Cina dal triste fenomeno statistico delle "bambine scomparse": in base alle normali tendenze procreative del genere umano - per cui in media alla nascita ci sono 106 maschi per 100 femmine - tra il 1980 e il 2000 in Cina sarebbero dovute nascere 13 milioni di bambine in più di quelle che sono nate. Le "bambine scomparse" nei censimenti demografici, sono state vittime di veri e propri infanticidi di massa oppure - in epoca più recente e grazie ai progressi della medicina - sono il risultato di una selezione pre-natale del sesso: quando l'ecografia rivela che il feto è femminile, si opta per l'aborto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su scala nazionale questi aborti mirati a seconda del sesso del nascituro producono l'enorme squilibrio delle nascite rivelato dai censimenti. Il pregiudizio contro le bambine si attenua nelle grandi città come Pechino e Shanghai. Resta forte nei villaggi come Shanjianxu nonostante la politica di controllo della natalità - la regola del figlio unico - sia stata ammorbidita proprio a favore dei contadini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la Lingua delle Donne non è più fuorilegge. Anzi, a Shanjianxu e nei villaggi vicini come Pumei vogliono cercare di trasformare il Nushu in un'attrazione turistica e hanno cominciato a insegnarlo nelle scuole. Ma Orie Endo teme che la sua estinzione sia comunque vicina. A parte le studiose venute da lontano, nello Hunan le donne veramente capaci di leggerlo e scriverlo, oltre che di parlarlo, sono rimaste solo in tre: Yang Huanyi di 94 anni, He Yanxin e He Jinhua di 64. Dopo di loro forse l'unica lingua femminile del mondo sarà relegata in un museo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Federico Rampini, Repubblica, 2004)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2737380191047182675?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2737380191047182675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2737380191047182675' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2737380191047182675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2737380191047182675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/01/la-lingua-segreta-delle-donne-per.html' title='La lingua segreta delle donne per sfuggire ai maschi padroni'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SWZ-ysVHlfI/AAAAAAAAACs/hh7Lajpr80g/s72-c/nushu1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-6355778256899067914</id><published>2009-01-06T19:03:00.004+01:00</published><updated>2009-01-06T20:23:06.886+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><title type='text'>Ansia da separazione (dal nostro inviato all'Avana)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ci sono luoghi, nel mondo, dai quali si parte. O si fugge. Luoghi che faticano a garantire futuri certi, a mantenere promesse, ad offrire occasioni. Funziona più o meno così. Che uno va a scuola, studia, e gioca con tutti i suoi compagni, poi magari decide per l'università, e qui già ci si allontana un po'. L'università non è qui, ma lì. Anche solo poche decine di chilometri, ma si dorme fuori. La cosa va avanti per alcuni anni, durante i quali i normali rapporti vengono facilmente mantenuti: amicali, parentali, e si fanno nuovi incontri. E' una sorta di vacanza con un immediato fine formativo (studiare per) e un più sfumato sfondo ludico/sperimentale. Poi si decide di lavorare. E ci si allontana. Anche di molto, a volte. E comunque la prospettiva diventa questa: ora non dormo più a casa, e forse non ci dormirò mai più. Se non per brevi periodi: vacanze e feste comandate. Durante le quali funziona più o meno così. Che si torna, tutti quanti, insieme. E le città dalle quali si fugge, in genere, sono piccole. E i locali pochi. E quando tutti tornano, i locali diventano uno, per forza. Tutti devono passare lì, guai a disperdersi. Quando sei tornato? Quando riparti? Dove vivi ora? E ogni discorso, anche piccolo, anche breve, deve essere intenso, e comunicare tutto. La gioia del ritorno, la fatica del lavoro lontano, la prospettiva futura, e le storie d'amore. Tutto in poche sillabe. Perchè i volti a cui dire tutto sono tanti, e tutti degni di attenzione. Ti accorgi che alcuni locali si sono rinnovati, altri hanno chiuso in tua assenza, qualche senso unico in più, una rotonda qui che non c'era, acconciature diverse, le rughe dei genitori, che a vederli ogni tanto si notano. E senti come se non sia più la stessa cosa, parlare con la tua città. Hai sul volto le stimmate di chi è partito, e fatichi a nasconderle, e te le trovano addosso. E gli amici si fidanzano, alcuni si sposano, e non tutto capisci. Perchè capire le persone non è comprenderne le parole, ma viverci accanto. E chi resta, chi è restato, diventa il custode di un tempio sacro, quello della giovinezza, che è vuoto di devoti. E si sente fermo mentre tutti si muovono. Giovani altrove.  E saluta a fatica, all'arrivo e alla partenza. E l'uovo sodo in gola l'hanno tutti, chi parte e chi resta, e non c'è soluzione. Né su, né giù.&lt;br /&gt;O forse una soluzione c'è. Che come tutte le soluzioni, è ovvia. E vicina, a portata di mano. E cioè, non temere le proprie paure, non fuggire se non si è minacciati, non tornare se non si vuole, tornare se si può, e trovare la volontà e l'intelligenza di tenersi accanto le cose che contano, che non tutte contano, e non tutte allo stesso modo.&lt;br /&gt;Crescere vuol dire separarsi, sempre. Il che non significa, sempre, andare altrove.&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-6355778256899067914?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/6355778256899067914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=6355778256899067914' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/6355778256899067914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/6355778256899067914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2009/01/ansia-da-separazione-dal-nostro-inviato.html' title='Ansia da separazione (dal nostro inviato all&apos;Avana)'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-3703037597837347220</id><published>2008-12-25T16:41:00.003+01:00</published><updated>2008-12-25T17:02:13.248+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indignazioni'/><title type='text'>Percentuali di informazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La maggior parte delle volte si sente che delle persone non italiane hanno ferito una persona oppure molestata, ma non si sente mai che un italiano ha ucciso un extracomunitario o molestato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;[dal tema in classe di un alunno, una sorta di precipitato di ciò che passa in giro sotto forma di notizie, precipitato interessante anche dal punto di vista sintattico/lessicale: l'uso del partitivo insistito, la raffinata concordanza tra participio passato e complemento oggetto (una persona/hanno molestata). Della serie che possiamo trovare del bello dove ci pare. Il senso profondo dell'enunciato è più o meno questo: gli stranieri sono statisticamente inclini al misfatto/delitto, e questo è confermato dalle notizie su giornali e TV]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esco un attimo di parentesi: ma nessuno si è ancora indignato per le statistiche da telegiornale, che ci dicono che la maggior parte dei crimini contro la persona, dei furti, degli extracomunitari regolari e non, delle gelaterie, del numero di insegnanti, delle classi, di ogni parametro misurabile si rintraccino in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia? Tutto accade di più in queste quattro regioni, ci avete mai fatto caso? E i giornalisti squadernano cifre che ritengono notizie. Nessuno ha informato i nostri giornalisti che in quelle 4 regioni campano, sopra o sotto la panca, circa 26 milioni di abitanti, cioè il 50% della popolazione italiana, stronzo più stronzo meno?&lt;br /&gt;Il concetto di percentuale latita, nel nuovo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-3703037597837347220?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/3703037597837347220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=3703037597837347220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/3703037597837347220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/3703037597837347220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/percentuali-di-informazione.html' title='Percentuali di informazione'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-7017055004039533280</id><published>2008-12-21T02:20:00.003+01:00</published><updated>2008-12-21T03:26:17.764+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>La cena del Karate (ma gli animali sono proprio bestie?)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il parcheggio è stato un ostacolo imprevisto. Voglio dire, uno arriva alla "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Locanda dei golosi&lt;/span&gt;" pensando di poter lasciare l'auto in posizione comoda, non dico davanti all'ingresso del locale, ma quasi. Il piazzale è ampio, lungo, largo, c'è anche la musica, filodiffusa in qualche strano modo. E invece niente, l'agile ragazzo in giacca mimetica (quella con strisce arancioni per essere visibile anche di notte, fosse pure l'ultima) ti dice gentilmente che devi parcheggiare lungo la successiva strada, sulla destra. In sostanza, di fronte alla zona industriale di Pieve Pagliaccia, ridente paesotto alla periferia nord-est di Perugia. E sìa, lascio l'auto lì (con un pizzico di timore, ho tutta l'amplificazione del mio gruppo nel portabagagli, in piena vista). Faccio i 500 metri che mi separano dal locale. Ed entro. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scusi, il gruppo del karate dove è seduto?&lt;/span&gt;" "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In fondo, vada avanti poi sulla sinistra&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt; Li trovo. Tavolo ad L, magari è un Kata. Già seduti, quasi tutti, viaggio con qualche minuto di ritardo. Saluto e mi siedo su un posto libero. Le facce sono le stesse che incontro tre volte a settimana in palestra, ma questa volta sono, diciamo, in borghese: hanno scarpe ai piedi, vestono più o meno alla moda, non sudano e sorridono senza fiatone, calmi, senza battiti accelerati. E ti salutano senza urlare, quasi con inedita gentilezza, senza strattonare o fingere colpi alle parti basse, o molli. E' una bella novità. Un po' come incontrare il tuo commercialista in discoteca o l'avvocato (che tratta il tuo divorzio) al mare in costume con la giovane nuova compagna.&lt;br /&gt;L'atmosfera è calda, i sorrisi buoni, le facce amiche. Non si direbbe, ma bastano poche settimane di sforzo fisico gomito a gomito, per creare un gruppo. E ti trovi a parlare con l'occasionale vicino di sedia, come fosse un tuo vecchio amico. Le portate arrivano, gli antipasti, i fritti, le pizze, i dolci. Vino a volontà, di vario colore e gradazione. Poi il simpatico gruppo musicale trasforma il tasso alcolemico in balli e danze, il tutto senza bisogno di tenere il bacino chiuso, il gluteo tirato, l'addominale tempro. Interessante anche il mix di età: dai 10 ai 50 anni, e ti accorgi che c'è chi scrive libri, chi fa la maestra, chi studia, chi lavora in ospedale, chi aggiusta computer, chi è nel pubblico impiego (li si riconosce, questi ultimi, in quanto illuminati da improvvisa salute, stanno tutti bene ora, nessuna linea di febbre, niente mal di testa o mestruazioni invalidanti). E fumare una sigaretta ogni tanto, dietro, fuori, un attimo discosti, è un modo per approfondire qualche discorso.&lt;br /&gt;C'è anche spazio per lo scambio dei regali, estratti a sorte, forma somma di democrazia, la democrazia casuale. Ed ottengo, senza merito alcuno, il libro dell'amico entomologo.&lt;br /&gt;Ma gli animali sono proprio bestie?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-7017055004039533280?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/7017055004039533280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=7017055004039533280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7017055004039533280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7017055004039533280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/la-cena-del-karate-ma-gli-animali-sono.html' title='La cena del Karate (ma gli animali sono proprio bestie?)'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2956240022122104434</id><published>2008-12-15T01:55:00.005+01:00</published><updated>2008-12-15T02:58:22.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Il formalista (il singolo che soffre mi disgusta)</title><content type='html'>&lt;div id="{7C7FE300-7E00-4344-83B6-214C72E93484}" style="text-align: justify;"&gt;Batik stasera era Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Tre corti, nell'ordine: &lt;span id="{231C2C20-90CC-4589-9749-A425CE229C95}" style="font-style: italic;"&gt;Schizzopatia&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il piantone&lt;/span&gt; e &lt;span id="{E16E8F43-84A2-403A-B738-BFC59A7C9BB1}" style="font-style: italic;"&gt;Virus&lt;/span&gt;. Infine un lungometraggio, &lt;span id="{FE8C79CC-1C4D-4D63-BF3D-9E351B3A1F8C}" style="font-style: italic;"&gt;Il passato è il mio bastone&lt;/span&gt;. Bianco e nero, tufo ovunque, inquadrature sghembe, da sopra, da sotto, in diagonale. Poca musica, e rarefatta. Primi piani su facce storte, tirate, forzate all'espressione, e dietro altri volti, che di sottecchi ammiccano, stemperano, diluiscono. Nulla è preso sul serio. I testi sono scarni, e sono pronunciati con voci chiocce, aspre, nessuna sincronia tra labbra, bocche, e parola. Noi sentiamo ciò che loro non dicono. La fotografia, l'immagine rimanda al surreale, al non-sense, tutto è eccessivo nella sua semplicità. E ogni tanto, qualche contenuto. Critica al formalismo, all'analisi delle strutture applicata al teatro (il formalista che ti dà la mano mentre soffri, e che si sente tradito quando muori sul serio), critica all'ecologia integralista (che soffra pure l'uomo, ma non l'erba strappata), critica all'ottimismo democratico (così definito, e incarnato dal sorridente ebete che campeggia sul mare di lacrime intorno). E il corpo, la faccia di Antonio Rezza, manichino flessibile, dalle movenze all'apparenza innaturali, piuttosto naturalissime perchè liberate di qualsiasi schema di posa: la posizione rifugge il clichè; la movenza, lo sguardo, l'espressione scansano con fastidio il didascalico, l'ovvio. Campeggia un sacro orrore della retorica. Ma la comunicazione transita per i canali del subliminale, dell'inconscio, il messaggio passa per la sensazione,  per lo straniamento (che tra l'altro è punto forte proprio del formalismo russo). Insomma, si destruttura e si smonta. Anche se l'impressione, confermata dal lungometraggio finale, è che tanta tecnica ci sia dietro, tanta progettualità, tanta scrittura, tanta struttura. Ma è come per il prestigiatore: l'effetto, se il trucco non si vede, è sensazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=j3GyICnY5a8"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=j3GyICnY5a8&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2956240022122104434?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2956240022122104434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2956240022122104434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2956240022122104434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2956240022122104434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/il-formalista-il-singolo-che-soffre-mi.html' title='Il formalista (il singolo che soffre mi disgusta)'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-7819936700897768080</id><published>2008-12-13T14:35:00.004+01:00</published><updated>2008-12-13T15:23:39.080+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Casi di omonimìa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ieri sera sono uscito con Alberto. Dopo 4 giorni di pioggia consecutivi, con l'animo umido, abbiamo deciso di andare prima a Batik per gustarci l'ottimo Otar Iosseliani, poi ad un concerto all'Urban, in zona S.Andrea delle Fratte. Gratis il primo, a pagamento il secondo. Al teatro Morlacchi l'aria di libertà che contraddistingue le iniziative &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a gratise&lt;/span&gt; era evidente dallo sguardo disinteressato delle cassiere all'ingresso, sulla sinistra. Quasi con senso di colpa, sono passato loro davanti e ho guadagnato l'ingresso (la precedente espressione va intesa in senso letterale). Era ancora in atto il dibattito sul film appena concluso, di Amir Naderi. Un Enrico Ghezzi con qualche evidente problema di salute in fase di compensazione (movimento incontrollato di mani, dita, corpo, testa che faceva fatica a stare dritta sul microfono, rumori di sottofondo inevitabili come fruscìi o colpi) stava facendo una domanda al regista. Non era sottotitolato, il Ghezzi, per cui nessuno, neanche chi aveva l'ingrato compito di tradurre, ha capito alcunché. Dopo circa 20 minuti, la risposta del regista iraniano è stata, in buona sostanza, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma cosa mi è stato chiesto? Non lo so, ma comunque il mio cinema etc etc e questo mio film etc etc, anche se ho cominciato a fare il regista guadagnando soldi alle slot machines per pagare le riprese etc etc, e buona visione del prossimo film etc etc io vado a cena&lt;/span&gt;". Prosit, aggiungerei.&lt;br /&gt;Poi è entrato in scena Otar Ioselliani, regista franco-georgiano, che ha tenuto a sottolineare subito come georgiani e iraniani si òdino a morte (in quanto gli iraniani hanno più volte messo a ferro e fuoco la Georgia o quel che allora era nel corso dei secoli dei secoli amen), ma che a Cannes, qualche stagione fa, fu così colpito dal film di Naderi, da estorcere ad una giuria assolutamente contraria (ma che Ioselliani presiedeva) un premio da assegnare al film del nemico storico. Poi ha amabilmente consigliato al pubblico in sala, presente l'inventore del sottotitolo inutile Enrico Ghezzi, di non guardare i sottotitoli appunto, durante la proiezione, ma di concentrarsi sulle immagini. Cosa che mi è parsa intelligente, anche se un'occhiata lì sotto, poi, la do sempre anche io, tanto per capire se quei corpi nudi che si intrecciano rappresentino una scena d'amore o di violenza carnale. Quando il film stava per cominciare (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jardins en automne&lt;/span&gt;), ci siamo accorti che era ora di andare al concerto. Appagati, siamo quindi usciti, fiduciosi nel bel concerto che i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marta sui tubi&lt;/span&gt; avrebbero dovuto tenere all'Urban. Arrivati alla cassa del locale, abbiamo però capito che le nostre informazioni erano errate, e che il concerto del gruppo siciliano era previsto per la sera successiva (stasera, chi viene?). Siamo quindi tornati, addirittura, al teatro Morlacchi, in tempo per ri-guadagnare l'ingresso ed assistere a una mezz'ora circa del film di Ioselliani. Non saprei dirvi quale fosse l'argomento. Alcuni Pope greco-ortodossi mangiavano e cantavano, poi un assessore ubriaco veniva ingiuriato da un'auto di passaggio, infine lo stesso assessore su roller-blade aiutava un artista di strada nel disegno, per poi cadere in terra e farsi male. In mezzo, la scena surreale di un padre che saluta un figlio in mezzo ad un incrocio, e il figlio lo guarda con aria interrogativa e passa via senza rispondere. Chissà se erano davvero parenti. Questo il dubbio con il quale siamo di nuovo usciti dal teatro e ci siamo diretti verso un bar del centro, quello nel quale si possono bere due birre a prezzo variabile (come quello del barile): ieri abbiamo pagato 2,50 euro in tutto. Alla fine siamo tornati paghi e sazi per la bella serata: tra le 22 e le 1 di notte, due dibattiti tra registi di grido, un film, un concerto e due birre, tutto per meno di 3 euro. In due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-7819936700897768080?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/7819936700897768080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=7819936700897768080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7819936700897768080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/7819936700897768080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/ieri-sera-sono-uscito-con-alberto.html' title='Casi di omonimìa'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-598050787966972033</id><published>2008-12-12T14:13:00.007+01:00</published><updated>2008-12-12T14:24:11.965+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Esercizi d'amore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SUJksqUcCdI/AAAAAAAAACM/c2LCvXl0tYc/s1600-h/esercizi+d%27amore.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 243px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SUJksqUcCdI/AAAAAAAAACM/c2LCvXl0tYc/s400/esercizi+d%27amore.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278892431668677074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;[...] E' compensibile, comunque, che, immersi come siamo nel caos, tendiamo a stemperare l'ossessiva paura del contingente convincendoci che certe cose ci capitano perchè così deve essere, quindi conferendo intenzionalmente al caos della vita un sostegno e una direzione. Sebbene i dadi possano cadere in un gran numero di combinazioni, freneticamente noi redigiamo modelli deterministici, soprattutto volendo credere all'inevitabilità che un giorno ci innamoreremo. Ci illudiamo quindi che l'incontro con chi ci riscatta, oggettivamente accidentale e quindi poco probabile, sia stato pre-scritto in una pergamena che lentamente si spiega nel  cielo, e che il tempo (per quanto fino ad allora reticente) deve alla fine rivelarci le sembianze del nostro predestinato. Cosa c'è dietro questa tendenza a leggere le cose come parte di un destino? Forse solo il suo opposto, l'ansia della contingenza, il timore che quel po' di significato che ha la nostra vita derivi soltanto dalle nostre scelte, che non ci sia la pergamena (e quindi nessun destino pre-figurato per noi) e che ciò che può, o non può, accaderci (chi possiamo o meno incontrare su un aereo) non abbia nessun significato oltre a quello che noi stessi decidiamo di attribuirgli: in breve, l'ansia che nessun Dio ci dica la nostra storia e quindi assicuri i nostri amori.&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatalismo  romantico  era senza dubbio un mito e un'illusione, ma non c'era alcuna ragione per liquidarlo come una sciocchezza. I miti possono caricarsi di un'importanza che va oltre il loro originario significato, non è necessario credere nelle divinità greche per riconoscere che ci trasmettono, riguardo la mente umana, un messaggio vitale. Era assurdo ritenere che Chloe ed io fossimo destinati a incontrarci; era, tuttavia, giustificabile che noi la pensassimo così. Nella nostra ingenua convinzione non facevamo altro che difenderci dal pensiero che, se il computer avesse predisposto diversamente le cose, avremmo potuto alla stessa maniera innamorarci di qualcun altro, un pensiero assolutamente inconcepibile quando l'amore è così strettamente legato all'unicità dell'essere amato. Come avrei potuto pensare che il ruolo che Chloe veniva a rivestire nella mia vita avrebbe potuto indifferentemente essere ricoperto da un'altra, quando era dei suoi occhi che mi ero innamorato e del suo modo di accendere la sigaretta e di baciare, e di rispondere al telefono, e di pettinarsi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                    (Alain De Botton, &lt;i&gt;Esercizi d'amore&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-598050787966972033?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/598050787966972033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=598050787966972033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/598050787966972033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/598050787966972033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/esercizi-damore.html' title='Esercizi d&apos;amore'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SUJksqUcCdI/AAAAAAAAACM/c2LCvXl0tYc/s72-c/esercizi+d%27amore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-6310603918641395440</id><published>2008-12-04T01:39:00.001+01:00</published><updated>2008-12-04T01:45:52.416+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><title type='text'>La guerra del nonno</title><content type='html'>&lt;div id="{F6FB8224-8B34-4962-A8CB-40414C935355}" style="text-align: justify;"&gt;&lt;tt&gt;(26 agosto 2004)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio nonno sta perdendo il cervello. Quasi non mi riconosce più.&lt;br /&gt;Sta all'ospedale, e mi fa pena. Tanta. Faccia piena di grinze, solchi scuri, parla con un mondo che non è più il suo. Ha 90 anni.&lt;br /&gt;Peccato.&lt;br /&gt;Io lo imbocco, gli parlo di calcio (il Perugia in serie B, merda nonno!) e lui un pò si illumina. Poi torna a dirmi che hanno ucciso 20 giovani ragazzi e i giorni della guerra si fondono con l'oggi, senza nessuna differenza. Che strano il cervello di una persona vecchia ma ancora viva.&lt;br /&gt;Mi cerca. Chiede dove io sia, quando non ci sono. Io arrivo, spesso, e gli devo dire: Nonno, sono David! Lui sorride, capisce che quel nome è cosa sua...ma si perde subito, e mi perdo con lui. Parlo per ore di cose senza senso, ma voglio che la sua logica sia anche la mia. E' così illogico il mondo, per credere che lui erri nel dire che 20 ragazzi sono stati fucilati oggi.&lt;br /&gt;Perchè 20 ragazzi vengono fucilati davvero oggi, in giro per il  mondo. E la guerra mica è mai finita.&lt;br /&gt;La guerra. La guerra dovrebbe farci orrore, come fa orrore a quelli che l'hanno vissuta e ne fanno incubi senili ora. E invece no. I vecchi muoiono, la memoria si perde, fino al prossimo bagno di sangue, dal quale usciremo tutti più puliti nei valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;/tt&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-6310603918641395440?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/6310603918641395440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=6310603918641395440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/6310603918641395440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/6310603918641395440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/la-guerra-del-nonno.html' title='La guerra del nonno'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2884903048628459960</id><published>2008-12-03T00:51:00.003+01:00</published><updated>2008-12-14T15:04:45.952+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diario'/><title type='text'>Pugni e parate</title><content type='html'>&lt;div id="{365B5ABD-5AFD-4DEB-A72E-66DC39000F45}" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span id="{AA8A9C7A-3852-4FA9-AF35-7DB4AB3AC25B}"  style="font-family:times new roman;"&gt;Oggi la lezione di Karate è stata intensa. Giri intorno al Tatami, controgiri (cambio direzione!), piegamenti e salti, capriole e corse su una gamba sola (zoppagallina?). Poi il Kata. Il balletto di movimenti con avversario immaginario, a forma di H: a sinistra parata alta, pugno, parata alle spalle, pugno, parata laterale, tre passi con pugno, parata alta a sinistra, pugno, parata alle spalle, tre passi con pugno, finale. Più o meno. Cenni sulle posizioni: difficoltà a mettere i piedi al posto giusto, la schiena che non sta dritta, il bacino che va chiuso e non si chiude (glutei sempre in tensione), cambi di direzione ancora farraginosi, il tutto scivola via in modo quasi inguardabile, ma il maestro incoraggia. E gli esercizi a coppie: si è costretti a prendere per la cintura chiunque ti capiti a tiro, a saltare in testa al tuo prossimo, a fare capriole attaccato ai piedi del chicchessìa, a strattonare da tergo il commercialista, a urlare in faccia al chirurgo, a guardare con faccia truce dentro gli occhi della dolce ragazza di fronte (questa cosa è stata imbarazzante in effetti). Una sorta di bioenergetica applicata al Tatami, passando per momenti Zen (controllo del corpo, della posizione, delle energie) e atti respiratori consapevoli (inspirate, colpite espirando, urlate). E i riti. Il saluto iniziale (Os), il saluto di rispetto ad ogni incrocio con l'avversario, il saluto ogni volta che si lascia il Tatami, il saluto finale, quello completo, simile ad una preghiera sintetica, guidata dalla cintura più alta. E il contorno. Il togliersi scarpe e calze insieme agli altri, il girare sempre a piedi nudi, il non vergognarsi del proprio e dell'altrui sudore, a distanza ravvicinata. E l'assistere, insieme al tuo gruppo di novizi, all'allenamento degli agonisti, veloci e precisi, con occhi di bambino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span id="{AA8A9C7A-3852-4FA9-AF35-7DB4AB3AC25B}"  style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2884903048628459960?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2884903048628459960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2884903048628459960' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2884903048628459960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2884903048628459960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/pugni-e-parate.html' title='Pugni e parate'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2531850012452818728</id><published>2008-12-01T14:51:00.003+01:00</published><updated>2008-12-01T15:14:31.247+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Traduzioni di parafrasi'/><title type='text'>Onanismo bilaterale (alza l'audience, tra l'altro)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STPwBXxe2KI/AAAAAAAAACE/9plDBQgn2Rk/s1600-h/DeCarolisDante.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 290px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STPwBXxe2KI/AAAAAAAAACE/9plDBQgn2Rk/s400/DeCarolisDante.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274823494933076130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                                                           &lt;span style="font-size:78%;"&gt;Illustrazione di Adolfo De Carolis donata a Tebaldini in occasione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;                                                                                                                                  delle celebrazioni di Ravenna per il VI Centenario Dantesco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;                                                                                                                                                             (proprietà Gianfranco Vicinelli, Milano)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STPuRIZSxrI/AAAAAAAAAB8/4-nOF5cNEU8/s1600-h/DeCarolisDante.jpg"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;De gli occhi de la mia donna si move&lt;br /&gt;un lume sì gentil che, dove appare,&lt;br /&gt;si veggion cose ch'uom non pò ritrare&lt;br /&gt;per loro altezza e per lor esser nove:&lt;br /&gt;e de' suoi razzi sovra 'l meo cor piove&lt;br /&gt;tanta paura, che mi fa tramare&lt;br /&gt;e dicer: "Qui non voglio mai tornare";&lt;br /&gt;ma poscia perdo tutte le mie prove:&lt;br /&gt;e tornomi colà dov'io son vinto,&lt;br /&gt;riconfortando gli occhi paurusi,&lt;br /&gt;che sentìer prima questo gran valore.&lt;br /&gt;Quando son giunto, lasso!, ed e' son chiusi;&lt;br /&gt;lo disio che li mena quivi è stinto:&lt;br /&gt;però proveggia a lo mio stato Amore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 70.8pt;"&gt;(Dante, &lt;i&gt;Rime&lt;/i&gt;, LXV)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 70.8pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 70.8pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Traduzione della parafrasi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un uomo innamorato.&lt;br /&gt;Sono un peccatore che guarda negli occhi&lt;br /&gt;la sua Speranza di redenzione.&lt;br /&gt;I suoi occhi illuminano cose mai viste, rivelano&lt;br /&gt;l'ignoto, spiegano il mistero.&lt;br /&gt;Lo sguardo di una donna indica la strada di casa.&lt;br /&gt;Ma fuggire il peccato fa paura, spaventa la traversata&lt;br /&gt;del deserto.&lt;br /&gt;Perchè la Fede è dono e la salvezza solo speranza,&lt;br /&gt;senza quello sguardo.&lt;br /&gt;Gli occhi suoi muti, il saluto assente, la luce&lt;br /&gt;spenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è morto? Morto è l'angelo incarnato che chiama,&lt;br /&gt;cieco il vicolo che riporta a casa, di nuovo oscuri i&lt;br /&gt;misteri, ignoto l'ignoto.&lt;br /&gt;Ed è tardi, sempre più tardi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore, Pensiero dominante, volontà tesa al bene onesto&lt;br /&gt;e informata da un odio santo del male: sana tu le mie&lt;br /&gt;ferite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David&lt;br /&gt;p.s. (Scoraggio chiunque dal tentare parafrasi simili.&lt;br /&gt;Si tratta solo di un esperimento di onanismo&lt;br /&gt;bilaterale. Avete mai pensato che senza pollice&lt;br /&gt;opponibile sarebbero tutt'altre beghe?).&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 70.8pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2531850012452818728?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2531850012452818728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2531850012452818728' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2531850012452818728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2531850012452818728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/12/onanismo-bilaterale-alza-laudience-tra.html' title='Onanismo bilaterale (alza l&apos;audience, tra l&apos;altro)'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STPwBXxe2KI/AAAAAAAAACE/9plDBQgn2Rk/s72-c/DeCarolisDante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-4951620952347132899</id><published>2008-11-30T19:39:00.003+01:00</published><updated>2008-11-30T19:55:40.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorie grammaticali'/><title type='text'>Ortografia e minuzie varie</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: times new roman; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dio mio (mon Javè, my Japhet)! Per lo/il Dio. Credevo morto e sepolto l'interesse per la grammatica e per le sue pieghe fonologiche più perverse (l'ortografìa, appunto!), e mi ritrovo a leggere decine di blog appassionati che, tra letteratura fantasy (Borges) e linguaggi di programmazione [del (partitivo) Java], duellano in punta di fioretto, qualcuno di sciabola o randello, per toccare al fin della licenza: gogna pubblica per l'ignorante di turno, tiè. Di fronte a tale passione, mi dispero al pensar come, di pensiero debole in pensiero debole, anche il linguaggio abbia calato le braghe e i dizionari siano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;puttane di rinnovabile edizione&lt;/span&gt; (vi prego, la paronomasia o figura etimologica e l'eventuale anacoluto contenuti nel precedente periodo sono voluti, quindi non necessitano di correzioni, ma al limite di sdegno e di dissenso).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: times new roman; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Regole morali e grammaticali faticano a farsi largo tra le certezze del nuovo millennio:&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" alt="" style="'width:13.5pt;"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image001.gif" href="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/mesg/tsmileys2/01.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1026" type="#_x0000_t75" alt="" style="'width:13.5pt;height:13.5pt'"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image002.gif" href="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/mesg/tsmileys2/21.gif"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;    &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; font-family: times new roman; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;lo      pneumatico e il pneumatico restano gonfi e convergenti anche di fronte ai      più temibili controlli (nessun punto perso, né sulla patente né sulla verifica)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;l'ausiliare      "avere" la fa da padrone e sottrae millimetro dopo millimetro lo      spazio all'"essere" (metafora, questa, del nostro tempo in cui      si è per ciò che si ha?)&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1027" type="#_x0000_t75" alt="" style="'width:13.5pt;height:13.5pt'"&gt;       &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/david/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image003.gif" href="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/mesg/tsmileys2/26.gif"&gt;      &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;i      comici neologizzano (mi sono appena dato del comico, neologizzando) e si      "perplimono" (Corrado Guzzanti, tra poco su tutti i vocabolari)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;i      monosillabi si autoaccentano, gravi o acuti che siano, e nessuno oggi      potrebbe con certezza affermare che "do" non sìa "dò",      pur dando(lo?)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;la      naturale tendenza della lingua a "economizzare" sta trasformando      il digramma "ch" in "k", per la gioia dell'onanismo da      sms&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;qualcuno      si metta alla prova dividendo in sillabe "viale" o      "duello", e si potrà dimostrare, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;puttana di edizione rinnovata&lt;/span&gt;      alla mano, che qualsiasi sillabazione è sbagliata e che tutto è corretto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;a se      stesso o a sé stesso? Se stessi sottilizzando, avreste ragione, ma sotto      sotto si scontrano opposte fazioni di linguisti/filosofi a parteggiare (e      sillogizzare) per l’una o l’altra versione. Io scrivo sé stesso, voi fate      come volete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Mannaggia, mi tocca andare, che lo sacro dovere mi chiama. Sarebbe carino      restare a disquisire sul perchè alcune lingue romanze diano un soggetto al      "piovere" (it rains, il pleut), mentre il nostro amato italiano      lo lasci impersonale [piove (al limite, governo ladro)].&lt;br /&gt;     C'è abbondanza di una sola cosa, in giro: di ex-regole. Difendiamole, per      quel che vale.&lt;br /&gt;     Jupiter tonat. E Giove dall'alto ride degli spergiuri degli amanti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;        David&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-4951620952347132899?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/4951620952347132899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=4951620952347132899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/4951620952347132899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/4951620952347132899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/11/ortografia-e-minuzie-varie.html' title='Ortografia e minuzie varie'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-8486784136210986576</id><published>2008-11-30T14:33:00.006+01:00</published><updated>2008-11-30T15:07:03.628+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>La casa dei doganieri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STKcXQGxTcI/AAAAAAAAAB0/pL5LcQKDigg/s1600-h/img-casadoganieri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 275px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STKcXQGxTcI/AAAAAAAAAB0/pL5LcQKDigg/s400/img-casadoganieri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274450036878560706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                                              &lt;span style="font-size:78%;"&gt;in secondo piano, al centro della fotografia, la casa dei doganieri a Monterosso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;...è quel graffio grigio proprio lì, sotto l'azzurro, che mi frega. Un taglio netto, verticale, che spezza in due il cielo e le parole. Rondini che volano basse, la tempesta si avvicina. Il taglio si allarga, si allunga, si stira e unisce un sole pallido all'orizzonte in fuga. Le acque sono rotte, parole spezzate ne escono, il taglio le partorisce. E leggo finalmente, mentre il sole tramonta e la tempesta vibra, il desiderio che portavo dentro, quando ho aperto la finestra, stampato sul cielo a chiazze: lessico o sintassi?&lt;br /&gt;Mica poco.&lt;br /&gt;Lessico. Le parole una per volta, ognuna sola, che significano qualcosa o nulla, che rivelano o nascondono. Lessico è l'individuo che cerca scopi. Lessico è la soluzione ai miei problemi. E poi sintassi. Le parole tutte insieme, ognuna con una funzione diversa. Le parole che significano qualcosa o nulla solo in relazione alle altre, intorno. Sintassi è la soluzione ai miei problemi in quanto problemi di tutti. Lessico e sintassi, psicanalisi e rivoluzione. Chi cerca di risolvere i problemi partendo dall'individuo e dalle parole, chi legge l'alienazione dell'individuo come male sociale e costruisce attraverso il discorso possibili soluzioni e mondi migliori. Individuo e società, destra e sinistra, ovest e est. Lessico e sintassi sono simbolo e allegoria: l'agnello, parola sola, simbolo della purezza di Cristo; la Divina Commedia, discorsi che significano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;altro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, allegoria del viaggio umano dal male al bene. Lessico e sintassi, analogia e razionalità, Ungaretti e Montale: la parola sillabata, sola, versicoli lasciati ad echeggiare in mezzo alla pagina; oppure il discorso razionale che cerca &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;varchi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;miracoli&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, spiegazioni del reale.&lt;br /&gt;Lessico e sintassi, parola e discorso, tutto si riduce a questo.&lt;br /&gt;Ma resto alla finestra, il volto bagnato, a cercare parole/discorsi che risolvano.&lt;br /&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Il varco è qui&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;?"&lt;br /&gt;L'orizzonte continua a fuggire, ed io continuo a non sapere che va e chi resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;David&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-8486784136210986576?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/8486784136210986576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=8486784136210986576' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8486784136210986576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8486784136210986576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/11/la-casa-dei-doganieri.html' title='La casa dei doganieri'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STKcXQGxTcI/AAAAAAAAAB0/pL5LcQKDigg/s72-c/img-casadoganieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-8272740963718976492</id><published>2008-11-30T02:46:00.004+01:00</published><updated>2008-11-30T02:58:23.837+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oulipo et similia'/><title type='text'>Lo zoo di Roma</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STHy25pq8cI/AAAAAAAAABk/LIAU8KqUcqY/s1600-h/Gif+animate+Canguri+%2818%29.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 29px; height: 43px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STHy25pq8cI/AAAAAAAAABk/LIAU8KqUcqY/s400/Gif+animate+Canguri+%2818%29.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274263663630021058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Pare (fonte ufficiale Guardia costiera) che al largo della Sardegna sia stato avvistato un canguro: pelo fulvo/fucsia, marsupio a tracolla(tsk), zampe posteriori palmate (cosa non fanno poche ore di evoluzione), addirittura segno di abbronzatura recente sotto gli elastici di un due pezzi da urlo. Esperti del parco nazionale di Yellowstone sono in arrivo, incuriositi soprattutto dalla capigliatura fucsia. Ma pare che il marsupialpalmipede sia semplicemente fuggito dallo zoo di Roma (mentre due giovani parioline curiose e in cerca di esperienze tentavano di fargli bere 20 bricchi di Estathè), abbia preso il traghetto a Civitavecchia e si sia gettato in mare al primo semaforo. Semplicemente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-8272740963718976492?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/8272740963718976492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=8272740963718976492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8272740963718976492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/8272740963718976492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/11/lo-zoo-di-roma.html' title='Lo zoo di Roma'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STHy25pq8cI/AAAAAAAAABk/LIAU8KqUcqY/s72-c/Gif+animate+Canguri+%2818%29.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-6456047530342624185</id><published>2008-11-29T19:55:00.008+01:00</published><updated>2008-11-30T02:42:21.036+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Papaveri e bugie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STGSzZjruHI/AAAAAAAAAA8/sLoKcODW3Pg/s1600-h/foto+scuola+026.jpg"&gt;&lt;span id="formatbar_Buttons" style="display: block;"&gt;&lt;span onmouseup="" class="" onmousedown="CheckFormatting(event);FormatbarButton('richeditorframe', this, 13);ButtonMouseDown(this);" id="formatbar_JustifyFull" onmouseover="ButtonHoverOn(this);" title="Giustifica" style="display: block;" onmouseout="ButtonHoverOff(this);"&gt;&lt;img class="gl_align_full" alt="Giustifica" src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274158050359097458" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; width: 400px; cursor: pointer; height: 300px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STGSzZjruHI/AAAAAAAAAA8/sLoKcODW3Pg/s400/foto+scuola+026.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il castello più bello sapete qual è? Quello del mago Atlante, nell'Orlando Furioso. Un castello alle finestre del quale si affaccia sempre la persona cercata, ciò che inseguiamo, ciò che da tempo andiamo agognando, senza requie. D'improvviso, si materializza lì, in una finestra, in questo prato immenso, verde, nel bosco. Poi entri, ansioso di chiudere il cerchio del tuo andare, convinto che sia proprio lì, il termine della notte. Ma ciò che era evidente, non c'è più. Cerchi, a quella finestra, ti affacci, guardi negli angoli, sotto i tavoli. Niente. Torni fuori, e da lì, di nuovo, la cosa che cercavi, la persona amata, in finestra. Ma quando entri, niente, ancora e sempre. Il castello del mago Atlante è pieno di persone che cercano, ma è vuoto delle cose cercate. Tutti che girano, da una stanza all'altra, per le scale, con l'ansia negli occhi, e nessuno che trovi alcunché. E' l'incantesimo della vita, la luna che da basso appare vicina, sulla cima del monte. Il papavero, rosso, che si fa bugia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;David&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-6456047530342624185?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/6456047530342624185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=6456047530342624185' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/6456047530342624185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/6456047530342624185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/11/il-castello-pi-bello-sapete-qual-quello.html' title='Papaveri e bugie'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STGSzZjruHI/AAAAAAAAAA8/sLoKcODW3Pg/s72-c/foto+scuola+026.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-2484748994664203739</id><published>2008-11-29T17:43:00.015+01:00</published><updated>2008-11-29T22:07:32.330+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oulipo et similia'/><title type='text'>Vizi e virtù</title><content type='html'>&lt;p class="MsoTitle"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Soldatini di piombo così&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Par che marcino e invece stan lì&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Dice il bimbo papà per favor&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Puoi tu dirmi se in petto hanno un cuor&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Sorridendo il papà dice allor&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Sono tutti di piombo anche lor&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;I soldati d'Italia oggidì&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sono tutti di piombo così!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-FAMILY: times new roman; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;L’anno del Signore 1938, 16esimo dell’Era fascista, correva ripido come il naso triste di Bartali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-FAMILY: times new roman; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Il Manifesto della Razza affrescava i muri di Perugia, quasi a rinvigorire la mollezza dell’italica specie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Popolo dal cuore pavido, pronto per la dittatura&lt;/i&gt;” – urlava sempre il nonno, con le unghia sporche di terra a graffiare il vetro opaco di un bicchiere da osteria di provincia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Popolo di vasi di coccio, che obbedisce alla voce più alta e al bastone&lt;/i&gt;!” – gli faceva eco l’oste, oste manzoniano, con faccia da Luna piena.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;L’anno del Signore 1938, 16esimo dell’Era fascista, correva rapido, sapendo di essere solo preludio, e che tutto il meglio e tutto il peggio doveva ancora venire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Snap&lt;/i&gt;” – con uno schiocco di dita, il nonno interrogò muto l’oste, che con gli occhi rispose, e con la bocca:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Un altro&lt;/i&gt;?”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Un altro&lt;/i&gt;!”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Di nuovo le dita, di nuovo il vetro opaco, di nuovo il rosso che penetra e libera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Si festeggiava, quel giorno. Si festeggiava il ritorno di Araldo, ragazzone di appena 22 anni e 190 centimetri. Imbarcato a forza destinazione l’Africa, aveva combattuto due anni contro spagnoli che gridavano “Viva la repùblica”. Forse la rotta sbagliata, forse la scoperta di un nuovo continente, chissà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Si festeggiava, quel giorno di quell’anno ripido e triste. Araldo era tornato, ma non ricordava, non riconosceva, non parlava, e tremava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Ma sei proprio sicuro sicuro che parlassero spagnolo&lt;/i&gt;”?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Le domande insulse sono sempre gli speziali a farle, convinti che i sentimenti reagiscano come lo zucchero o il vetriolo. Uno speziale particolare, con le mani sporche di vernice gialla e l’occhio sempre pronto alla delazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Altro tetto, poco oltre. Una bambina piangeva, scaltra sin dall’inizio, sicura. Sicura che una voce calda avrebbe prestato attenzione ai suoi lamenti. Il vizio è amore esagerato. E niente esprime più certezza del pianto di un bambino, a nord dell’equatore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Di nuovo c’era una volta&lt;/i&gt;?” – chiese fintamente annoiata una nonna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;i&gt;Di nuovo&lt;/i&gt;” – gli fece eco una nipotina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Un altro bicchiere, un'altra fiaba.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Furono i cinque minuti più belli della sua vita. Ogni volta i più belli. Ad ogni nuova fiaba.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Ed anche questa finì come le altre. Con Marvin il Carciofo e Sally la Mela che vissero felici e contenti. Un ortaggio che corteggia un frutto, roba da brivido. Un amore da serra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;E Maga Magò&lt;/span&gt;?” – chiese perplessa una nipotina, notando l’assenza di un personaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Quella è un’altra storia&lt;/span&gt;, rispose con un sospiro una nonna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="FONT-FAMILY: verdana; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="FONT-WEIGHT: bold; TEXT-ALIGN: justifyfont-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;David&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-2484748994664203739?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/2484748994664203739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=2484748994664203739' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2484748994664203739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/2484748994664203739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/11/vizi-e-virt.html' title='Vizi e virtù'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4179393113273412038.post-1126424688017596814</id><published>2008-11-29T17:28:00.012+01:00</published><updated>2008-11-30T02:36:02.575+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oulipo et similia'/><title type='text'>L'era glaciale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STHpr0F7K_I/AAAAAAAAABU/u6KlsWnAMjM/s1600-h/fataverdeassenzio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 256px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STHpr0F7K_I/AAAAAAAAABU/u6KlsWnAMjM/s320/fataverdeassenzio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274253577554701298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In principio la Fatina era verde e dell'assenzio. Era, in effetti, la Fatinaverdedellassenzio. Tanto, tanto tempo fa, in un paese lontano. E anche c'era una volta. Poi, le cose cambiarono. La glaciazione si avviava verso il suo periodico tramonto, pinguini e ghepardi cominciavano a socializzare intorno al 40esimo parallelo ed anche le fatine, quelle di una volta, verdi e bevitrici di assenzio, non erano più le stesse. Le mezze stagioni cominciavano ad alterare ecosistemi e sintassi, e per le Fate si preannunciavano tempi grami. Già sui primi iceberg alla deriva le foche monache disquisivano di “nuova funzione sociale delle Fate”. Le fate, insomma, perdevano l’aureola e più nessuno si affidava a loro per quei compiti che l’evoluzione aveva loro deputato: rispondere a domande sul futuro. Il futuro, in effetti, era in corso. Le domande avevano risposte evidenti. Per esempio: il clima sta cambiando? La risposta era evidentemente sì. Non ci sono più le stagioni intere di una volta? Evidentemente no, il futuro era la mezza stagione. Ci sarà un domani per questo pianeta alla deriva come un iceberg? Evidentemente sì, ma sarà un futuro molto, molto più caldo. La mano di verde che il Creatore aveva donato alle Fatine stava stingendo, e sempre più si ritrovavano di fronte allo specchio d’acqua ad interrogarsi: ha ancora senso bere assenzio a temperatura ambiente, se l’ambiente vola rapidamente verso i 18 gradi centigradi di media? Così, con il trucco sciolto e la gola riarsa, le fatine, a piccoli gruppi, transumavano di latitudine in latitudine, verso nord, alla ricerca del tempo perduto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fu proprio di fronte ad un laghetto, nel bel mezzo di un discorso vibrante tra Fate circa l’opportunità di ottenere una nuova e decorosa tintura dal grasso di foca, che il bar-bar-barbaro Elfo, anch’egli in fuga verso nord insieme ai boschi della terra di mezzo, conobbe la Fatinaverdedellassenzio. Si trattò di un colpo di fulmine. Mortale per le altre fatine, che rimasero arse ai bordi dello specchio d’acqua. Ma per loro due il Destino aveva in serbo un futuro di rose e fiori, nelle soleggiate pianure che si andavano aprendo solo pochi paralleli a sud. Il segnale che il creatore aveva inviato era chiaro: invertire la rotta, il futuro era a sud.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E a sud andarono, ma ben presto la loro unione cominciò a scricchiolare come i ghiacci della banchisa: sentimenti che si raffreddano in un mondo che si scalda. L’insostenibile contraddizione fu sanata una sera, a cena, di fronte al primo piatto di polenta della storia.&lt;br /&gt;Inutile riportare qui il loro dialogo. Una Fatina con la bocca piena di polenta che parla con un Elfo balbuziente e allergico al mais è difficilmente descrivibile in assenza di sonoro.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;La tua cucina e la tua agricoltura non fanno per me&lt;/span&gt; – &lt;span style="font-weight: normal; font-style: normal;"&gt;fu quello che lui seppe urlarle.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: normal;"&gt; Per farlo, ci mise poco meno di due ore, e neanche riuscì a sentire ciò che la Fatina gli replicò, mentre si allontanava, dopo la prima sillaba.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;Non sono qui per cantare, addio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; – gli disse.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quella frase avrebbe risuonato ancora a lungo nella testa a punta del povero Elfo balbuziente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il suo significato, oscuro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;David&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4179393113273412038-1126424688017596814?l=ilporchettarodinotredame.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/feeds/1126424688017596814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4179393113273412038&amp;postID=1126424688017596814' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1126424688017596814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4179393113273412038/posts/default/1126424688017596814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilporchettarodinotredame.blogspot.com/2008/11/lera-glaciale.html' title='L&apos;era glaciale'/><author><name>il porchettaro di Notre Dame</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04309657551392929251</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/SaAZcw0OWZI/AAAAAAAAAC4/0DQUi7qPKVs/S220/foto+David.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rhXqtkxmje8/STHpr0F7K_I/AAAAAAAAABU/u6KlsWnAMjM/s72-c/fataverdeassenzio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
